Pisciando Contro Vento

amici, passioni, ragazze, poco amore, noi.

Tuesday, March 28, 2006

C'è un boro che latita...

...e sono io!!

bentornati, o meglio, bentornato a me che sono sparito per un sacco di tempo, cattivo cattivone che nn sono altro (certo che pure voi, però, uno può anche andare sotto ad un treno...).

Su cosa vi aggiorno? ho voglia di chiacchierare un sacco visto che da quanto leggo dagli ultimi post a vacanz di Hoffs sta diventando QUASI interessante, forse addirittura spassosa e io nn posso esimermi...

Quindi pe nessun altro motivo che nn sia pura vanità vi spiattello subito che domani sera io e my brother siamo invitati da un gruppo di studentesse BRASILIANE ad un serata electro house qui vicino. Tiè, beccateve questa.

Come sono 'ste tipe? Ne ho vista solo una ma vi giuro che prometteva un sacco BENE pure per le altre. Come le abbimao conossciute? Una di loro fa la commesa nientemeno che a Pizza Hut e ha sentito me e mio frtello chicchierare in italian in fila e ci ha fermato dicendo "ma siete italiani?" e noi "sì, pure te?" "no, io no." Così, popo da film comico. Cmque la tipa aveva pausa sigaretta e siamo usciti a farci 4 chichciare e in breve è uscit fuori che lavora da Pizza Hut per pagarsi l'uni inglese (che è CARERRIMA) e viva nn lontano da me con altre nn ho capito quante coinquiline che si è portata dal Brasile tipo nello zaino credo, considerato i casini che hanno i sudamericani qui per avere dei permessi anche solo di studio.

Risultato: Lei se ne esce con uno SPLENDIDO "Allora wednesday venite con noi a questa serata bla bla bla..." e io che smetto subito di ascoltarla facendo appello a tutte le mie risorse mentali per cercare di ricordare che cazzo di giorno della settimana fosse wednesday. Credo domani. Spero.

Cmque nn posso mentirvi, questa settimana nn è sempre stata rose e fiori, se ho latitato a lungo nn è stato perchè ero nel letto con qlcuno(anzi, qlcunA). Oddio, in realtà a letto ci stavo, ma per ben altri motivi. Venerdì scorso dovevamo adatre con amici parigini di mio fratello di nuovo al Ministry (quando mi fisso con le cose...) ma il pomeriggio stesso mi becco la mia prima e spero ULTIMA intossicazione alimentare: inizio a vomitare dopo cena e finisco praticamente domenica mattina, piscio sangue per due giorni (giuro, regà, ho visto tutto rosso e ho pensato "sto morendo") e di notte come OTTIMO ennesimo effetto collaterale ho l'insonnia cronica e la mia temperatura scende clamorosamente. Risultato: secondo il dottore del consolato, un burino arrivato da chissà dove a cui secondo me al suo paese nn farebbero toccare nemmeno i gatti, mi dice che è chiaramente un'iinfezione ai reni provocate FORSE da eccessive dosi di alcool (ma giusto FORSE, eh...) visto che secondo lui (SPERO SIA VERO) il superalcolico tocca al fegato, l'alcolico leggero tipo birozzo alla lunghissima tocca i reni. Così ora mi tocca bere almeno 3 litri d'acqua al giorno e di notte mi alzo otto volte per pisciare, come i vecchi... Fanculo, come direbbe quel saggio di mio cuggino.

A parte questo tutto ok, ultima settimana, da domani parte lo shopping selvaggio e indiscriminato e domenica prox o al max lunedì dovrei essere di nuovo tra di voi, ve lo dico perchè so che siete in trepida attesa, brutti frocetti senza speranza...

Scusate, bevo.

E poi nn ditelo in giro, ma avrei anche una MEZZA idea di tornare a Roma con tanto di bel piercing al labbro, tipo ultima cosa da fare l'ultimo giorno così mia madre nn mi devasta e me ne fa un altro all'ipotalamo. Ma QUANTO sarei figo, eh? Scherzo (in realtà nemmeno tanto, nn lo so)...

Facciamo cha appena torno ci becchiamo tutti da qlche parte? Stavolta udite udite dovrei avere anche un po' di FOTO, se l'amico romano di mio fratello riesce a tirarle fuori dalla digitale, viasto che OVVIAMENTE nn le ho fatte io (e che scherziamo).

Oggi sono di buon umore. Sarà questa città, sarà il tornare a scrivere su queste lande, sarà l'odore della brasilianata di domani, saranno tutti i cannoni di fumo passivo che mi faccio da quando dormo in stanza con mio frsatello, sto tossico...

Bella regà, portate li semi che se la beccamo...

LuKa.
(quellochelahousequesteultimenottil'haballatapochino)

Velvet (Estonia report #14)

www.velvet.ee


Comincio a lavorare!

Carne con birra (Estonia report #13)

Direttamente dall'Estonia e dallo chef Sandra, una ricetta squisita e semplice da preparare.

MEAT WITH BEER

* porc, as much as it is needed
* beer - porter - dark beer - saku porter:)
* bay leaves - the leaves that old romans worn
* pepper - depending the taste
* salt

It is necessary to prepare beer sauce a day before cooking, so the meat
could suck the sauce in itself. Mix half of the bottle of beer, maybe more,
if there is a lot of meat, bay leaves 2-3, pepper and salt. Put meat in the
fridge and cook next day. It can be useful to beat meat before, but it is
not necessary, maybe in other way it is even better. Cook meat without this
sauce, maybe adding it, when it is too dry.

Monday, March 27, 2006

A Tartu (Estonia report #12)

Arriviamo a Tartu verso le dieci. Io e Sandra ci dirigiamo verso casa di Monika che festeggia il compleanno. Ci apre la porta di casa sorridendo, l'atmosfera non è delle migliori, nel cucinino di due metri per due, sopra un tavolo, si trovano bene ordinate, patatine alla cipolla, carote e cetrioli sottaceto tagliati a fasci e bottiglie di cocacola e sprite. Wow. Nella stanzetta minuscola adiacente, due ragazzi, stesi sul divano, giocano a scacchi. Wow. Monika mi offre una birra calda. Wow.
Non è che abbia molto da raccontare da questo momento in poi. Se non che dopo cinque minuti le pedine nere e bianche sono state riposte nella loro scatola, se non che è cominciata ad arrivare un pò di gente, se non che abbiamo cominciato a bere. Vodka con succo di frutta (qualcosa tipo mirtilli o frutti di bosco), rum e sprite, vodka e sprite, shottini di jagermeister. Se non che ho capito l'utilità del mangiare, fino alla nausea, cetrioli sottaceto (ammazzano la fame ma non appesantiscono). Se non che è stata accesa anche la "waterpipe" (molto diffusa tra i giovani) con diverse varietà di fumo.
E poi non è che mi ricordi più di tanto. Se non che siamo stati lì fino alle 2 di notte, fino alla torta, fino allo spumante che abbiamo portato con noi sulla neve, durante il tragitto per il Club Tallin. Che neanche mi spreco a descrivervi. Certi posti pensi che esistano solo in tv. Soprattutto per la gente che ci trovi. Non mi sto neanche a sprecare sulle ragazze che c'erano dentro. Tanto già lo sapete. Anzi, no, non lo sapete ma sapete quello che penso ogni volta che metto un solo piede per strada e non voglio ripetermi. Quindi vi dirò che ho incontrato e fatto i complimenti al mitico e legendario Anton Pildid, che rubava scatti da mettere sul suo photoblog. Cliccate sulla parola "photoblog", ci penseranno le sue immagini a dirvi molto di più di quello che posso fare io.
Alle 4 di notte io e Sandra decidiamo di prendere la corriera per tornare a casa. Arriviamo alla stazione intirizziti dal freddo e comincio a maledire la compagnia di trasporti estone. Di notte viaggiano dei piccoli bus (tipo quelli del padre di sciarrone per intenderci ;) ) i cui posti, non più di dodici, erano ovviamente prenotati. Provvidenziale l'incontro con gli amici di Sandra (con cui abbiamo passato la serata) al piccolo autogrill di fronte alla stazione. Ci incamminiamo di nuovo, nella notte, verso casa di Dennis, simpaticissimo estone riccioluto e dalle guancie rosse e paffute che, vi giuro, alle 4,30 di notte, spunta dalla cucina con in mano una ciotola di patatine (quelle oblunghe della cipster con un foro all'interno), una bottiglia di vodka e una di succo di frutta. Mixa la vodka con il succo di frutta e mi illustra "l'usanza estone" di usare la patatina di cui sopra come cannuccia. Ovviamente, io non posso esimermi.
Alle 5,15 circa del mattino ci incamminiamo di nuovo, in mezzo ad un gelo polare, verso la famigerata stazione delle corriere. Dopo un quarto d'ora lo spettacolo che ci si para davanti è ancora più deprimente di quello precedente. Non c'è nessuno.
Sandra legge bene la tabella degli orari e si accorge che la domenica mattina non ci sono corriere. Io voglio morire istantaneamente. Voglio sentire il tonfo del mio corpo esausto cadere sulla neve soffice. Lasciare che il mio giaccone rosso sparisca lentamente, seppellito sotto ilenti fiocchi bianchi.
Più in là, verso l'orizzonte, un gigantesco arco di luce verde illumina il cielo. E' una scena surreale. Una luce maestosa fà da sfondo alle silhouettes dei palazzi. Un verde acido che si perde in alto sfumando nel profondo blu della notte. Mi chiedo se sia l'alba, se siano i fumi dell'alcol o se siano gli alieni che stanno per invadere la terra. E invece Sandra mi dice che sono coltivazioni di cetrioli. Per farli crescere li sottopongono ad un trattamento speciale in modo che abbiano luce sempre, compresa la notte. E già mi immagino i cetrioli in costume e occhiali da sole.
Sandra fa un giro di chiamate e troviamo rifugio presso casa di Monika. Stavolta è Teet, il ragazzo di Monika che, sempre sorridendo, ci apre la porta di casa. Non faccio in tempo a chiedermi che cazzo abbia da sorridere alle 6 del mattino del giorno del compleanno della sua ragazza che mi butto sul letto. I cetrioli che ho nello stomaco finalmente smettono di galleggiare nella vodka. Mi addormento.

E' mattino presto ma non so che ore siano quando mi sveglio, fa un caldo bestiale, ci vestiamo in fretta e siamo finalmente sulla corriera di ritorno per Tallinn. Durante il viaggio dormo, lo stronzo irrigidito, seduto accanto a me, invade il mio spazio vitale. Gli premo contro il mio braccio finchè non arriva a sudare e non si sposta un pò. La testa mi pende prima davanti, poi di lato, poi di nuovo davanti. Sono morto dal sonno. Ogni tanto sento dei piccoli sibili di aria compressa seguiti da un rumore metallico. Ad una fermata dei passeggeri scendono. Si liberano due posti di fronte a me, mi avvicino felice per sbracarmi, per rilasciare le mie membra indolenzite, ma subito mi ritiro con orrore: per terra c'è un profilattico usato. Mi tocca tornare a far sudare lo stronzo.
Finalmente il pullmann arriva al capolinea. Due russi, con un cappelletto della Saku in testa (una delle più famose birre estoni), si dirigono verso l'uscita con una tintinnante busta gialla piena di lattine. Sento di nuovo il sibilo, l'aria compressa che si libera nello spazio. Uno dei due ha appena aperto una lattina di Gin miscelato con soda. Sono le 11 del mattino e hanno bevuto alcol per tutto il viaggio.
Arriviamo a casa dei genitori di Sandra per il pranzo domenicale, non vedo l'ora di riempire lo stomaco. Mi tolgo la giacca, la sciarpa, i guanti, le scarpe. Mi siedo.
La tavola è apparecchiata, ma il cibo non è ancora pronto. Siamo solo io e il padre di Sandra. E due bicchierini da vodka. E due piccoli cetrioli verdi posati su due piattini di ceramica bianca. Il padre tira fuori una bottiglia di "Viru Valge" e mi mostra l'usanza, stavolta russa, di mangiare il cetriolo dopo un bicchierino di vodka bevuto fino alla goccia. E io, ovviamente, non posso esimermi.


Album che sto ascoltando "another day on earth" Brian Eno

In viaggio verso Tartu (Estonia report #11)

Me lo immagino così. Fuori dalla città. Sotto un cielo grigio come l'asfalto della strada, in mezzo agli alberi illuminati dai fari delle macchine in transito, bianchi come fantasmi, nell'oscurità della notte.
Mi immagino il freddo che gli penetra le ossa, impedisce ai muscoli di flettersi. Mi immagino la neve che si posa placidamente sul suo manto, la scarica di brividi che sale su dalla coda, percorre le vertebre allineate, scuote il piccolo collo irrigidito, gli rizza i baffi ed arriva agli occhi, annebbiandogli la vista. Una palla di pelo piena di sensazioni e istinto. Un istinto che lo porta verso la luce. Verso quei fasci dritti che, barcollando sopra i dossi della strada, fendono il buio. Quei fasci luminosi che si fanno sempre più grandi e piacevolmente caldi. Poi un sussulto, un rumore sordo. I lunghi fasci luminosi rallentano sulla strada ghiacciata. E qui la mia immaginazione, finisce.
Sabato scorso abbiamo preso la corriera e siamo andati aTartu, la città studentesca estone. Due ore e mezza di tragitto con una velocità di crociera di 90 km/h. Sembrano pochi ma vi assicuro che non è piacevole ritrovarsi a viaggiare su un mezzo traballante, in una strada non illuminata, in mezzo alla foresta e con la neve che di prepotenza riduce la visibilità ad un metro dal tuo naso. A rendere il tutto piacevolmente grottesco, il conducente che ascolta a tutto volume una stazione radiofonica che trasmetteva un'orribile musica, a metà tra dance, folk estone e la musica di sottofondo di Paperissima. Per bloccare una sottile sensazione di inquietudine che comincia a pervadermi dormo un pò.
Il mio sonno viene interrotto da un sussulto, un rumore sordo. Il mio istinto lo percepisce prima ancora che mi attraversi la superficie ammortizzata sulla quale sono seduto. La corriera rallenta sulla strada ghiacciata, il conducente apre le porte ed esce in camicia a maniche corte. I tergicristalli in funzione scandiscono il tempo dell'attesa e delle domande che affollano silenziose la testa dei passeggeri. Il conducente risale in macchina, chiude le porte, riaccende la radio e riparte.
Non saprete mai quello che è successo, sapete solo quello che mi sono immaginato.

Album che sto ascoltando in questo momento "broken social scene" broken social scene

Thursday, March 23, 2006

Un secchio (Estonia report #10)

Mmm...
Ho un bel pò di cose arretrate da raccontare... sicuramente più interessanti della storia dell'ultima storia dei gamberetti. Ma in questo momento non riesco a trovare il tempo necessario.
Mi trovo immerso in una marea di sensazioni discordanti. Sono attraversato da inquietudine, euforia, spaesamento totale, serenità, disorientamento, solitudine, gioia e così via. Per meglio riassumere il tutto mi sento un pò come un secchio che si sta riempiendo, a poco a poco, con un pò di tutto.

Wednesday, March 22, 2006

Welcome to the parliament of music, Ministry of Sound...

Rieccomi qui con voi.

Scusate l'assenza, da qui e da msn (in caso ve ne foste accorti, ma nn credo), ma gli ultimi due giorni sono stati una fottutissima MARATONA e VI GIURO che sono stato a casa solo per dormire, e nemmeno troppo. Nnn lo dico per vantarmi, anzi...

Cmque: la prima puntualizzazione è un augurio alla nostra grande Val, che finalmente corona il sogno di una vita (???) diventando Dottoressa, e scusate. Tutto a posto, molto contento per lei, ok, ma potevate ASPETTARMI. Per festeggiare, dico. E vabbè... (SCHERZO, ovvio)

Cmque sabato sera siamo andati ad un altro club-istituzione di Londra, il Ministry of Sound, il cui resident tra l'altro (io nn lo sapevo) è Steve Angello, che credo Coda e magari altri di voi avranno almeno sentito di nome (è abbastanza famoso). Inizio subito con un'autocorrezione: nel mio ultimo intervanto ho detto che il Fabric è il posto più figo in cui fossi mai stato. No. QUESTO è il posto più figo in assoluto. Cioè, come architettura, come "posto" in senso più tecnico, il Fabric è da paura, è gigantesco, un labirinto del cazzo intrippatissimo. Ma come ambiente, donne e soprattutto musica il Ministry esce da fiero vincitore: il regno della HOUSEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!! Mi stavo iniziando a preoccupare perchè come ho già detto la musica al Fabric era piuttosto da Rave, un po' troppo aggressiva per me. Al Ministry... beh, ora vi racconto.

Intanto stiamo scoprendo con IMMENSO piacere e sollievo che qui puoi praticamente andare DOVUNQUE in 15 minuti massimo, hannpo un sistema di mezzi pubblici che fa PAURA. Anche quando la metro è chiusa, di nott, c'è SEMPRE almeno un bus che se nn ti fa svoltare quantomeno ti riporta verso lidi più vicini a casa da cui al max ne prendi un altro.

Usciamo quindi dalla stazione metro di Elephant and Castle, il quartiere in cui si trova il locale, un po' spauriti perchè nn avevamo idea di dive andarlo a cercare. Mezzo minuto di camminata dopo nn puoi nn accorgerti che è IMPOSSIBILE nn vederlo. Da un faretto posto sul suo tetto il suddetto locale illumina l'INTERA parete del palazzo accanto con il suo logo, che tra ll'altro credo mi tatuerò prima o poi. Entriamo con praticamente zero fila (al modico prezzo di 15 sterlinghers, la qualità si paga eheh) e siamo in paradiso. Nn vi faccio nemmeno il solito discorso sullle tipe, che tanto conoscete la trafila (tutte fighe, tutte ubriache, tutte... TUTTE STUPENDEEEEEE) e poi dite che mi ripeto. Cmque ascoltiamo il djset di ANGELLO, carino ma nulla di esaltante, e dopo un paio d'ore l'IMMENSA palla stroboscopica stile anni '70 che pendeva spenta dal soffito si accende e con una voce femminile filtrata dagli amplificatori che ripeteva a rotella il titolo di questo mio post, inizia il momento dell'unico, del solo, l'inimitabile... ERIC PRYDZ!!! Un grandissimo, ha messo ovviamente il suo successo house "call on me" (e manco poco, tipo 5 volte...) e altra robetta fica, per poi andarsene a casetta verso le 5.

A quel punto in un'altra sala iniziava la session "electro", con praticamente GLI STESSI pezzi del Diabolika (ne ho popo riconosciuti un paio), ma vi assicuro che ballarli in questa città è TUTTA un'altra cosa. ahah.

Siamo andati così peregrinando per le TRE sale del posto per praticamente tutta la notte, fermandoci a ballare in ognuna per mezz'oretta ogni volta e poi ricominciare il giro... Discotecari sì, ma con metodo!!! Nel frattempo credo di aver capito di avere una faccia da tossico perchè sono stato approcciato da almeno 15 persone CONVINTE che avessi pasticche da vendere (almeno nn ho la faccia da quello che le vuole COMPRARE, progressi per lui...), tanto che dopo il 10° approccio l'amico di mio fratello mi fa: "A Lù, secondo me je ricordi Traispotting!!"

Vi giuro ragazzi, qui si prendono TUTTI un botto di roba, un tipo scandaloso che ballava vicino a me (completo di bandana, OCCHIALI DA SOLE, canotta e bastoncini fosforescenti da tenere in mano, qui ce li hanno tutti) si è oreso tipo 8mila cose in 10 minuti, l'ho visto io... mah.

Cmque ad un certo punto la musica smette e noi ci avviciniamo verso l'uscita. "che ore saranno?" "asp che controllo... le 7 meno 10!!! però", vi giuro MAI fatto così tardi in vita mia, ma ero così esatato che nn ho popo sentito la stanchezza: miracoli della house (e di 3 red bull che mi hanno accompagnato).

Che altro... ieri sera giretto a Brixton, quartiere punk/giamaicano in cui l'amico di mio fratello si è pure fatto fare un piercing da una tipa che sempbrava uscita da un film sadomaso di serie B, con rasta FUXIA e delle, nn so come spiegare... CORNA sulla fronte, tipo delle placchette di metallo inserite sotto la pelle. Sua mamma deve essere molto fiera (la mamma della tipa, nn quella di davide. ma anche quella di davide forse...).

Poi ci siamo tutti buttati in un pubetto in cui davano (BLEAAAHHHH!!!!) musica reggae, un posto loschissimo pieno di negroni giamaicani strafatti che ballano tipo Fabio, stile ondeggio inutile... Uno di loro in mezzo alla mischia mi fa "guarda che mi stai spingendo. Smettila", con tipo 3mila persone intorno quello ha deciso che il suo problema di spazio ero IO, vabbè...

In questi tre giorni abbiamo conosciuto e parlato con TROPPE ragazze, con alcune ci siamo riusciti, con altre ci usciamo domani io e mio fratello visto che davide parte alle 16.00. Ah, per la cronaca il numero della tipe italiane di qlche giorno fa è inesistente... MAH.

Oggi pomix altra birrata a oltranza (credo di esserne completamente assuefatto/allucinato, ormai la vedo uscire pure dal rubinetto del lavandino) e giro in TUTTI i negozi di calcio per trovare una cazzo di sciarpetta del Chelsea per il padre di davide, l'amico di mio fratello.

Ah, e Dan, ho trovato il posto in cui saresti voluto crescere: si trova a Oxford Circus, e si chiama NIKETOWN, ti dice nulla? e' un INTERO PALAZZO che ospita un negozio nike IMMENSO, sono 5 piani, con cose strabilianti e praticmente QLUNQUE cosaabbia prodotto la nike negli ultimi 10 anni (o almeno così si vantano). Hanno dei megaschermi ovunque in cui mandano le loro pubblicità più fighe in tutte le sale di questo negozio-museo, e dei terminali in cui puoi crearti la TUA scarpa personalizzata, stamparti il template e mandarlo alla reception per sapere in quanto te lo fanno avere. E il tutto a prezzi ESAGERATI....

Ho scritto enough, ci risentiamo appena avro' qlcosa di interessante da dire.

P.S.: Hoffs, la tua vacanza è una palla!!!!!!!!! (SCHERZO un saluto a distanza!)

LuKa.

Monday, March 20, 2006

Vivere sotto zero (Estonia report #9)

Vivere sottozero ha i suoi vantaggi. Per esempio, una volta arrivato a casa, puoi berti una birra senza aver bisogno di metterla in frigo. Oppure, non devi preoccuparti che i gamberetti surgelati appena comprati al supermercato si scongelino. E questa è una grande cosa, soprattutto quando, per tornare a casa, decidi di fare un'altra strada e ti perdi per circa un'ora. Ieri mi sono sentito un pò Marco Polo. Dopo una buona mezz'oretta di cammino tra stradine deserte, in cui l'unica cosa viva è il ronzìo dei pali della luce, ho raggiunto una strada principale e ho chiesto informazioni (Mustamae, Hippodroom, Valja tee) ad un ragazzetto molto gentile che aspettava l'autobus. Mi risponde che si, parla inglese, mi dice che sa dove si trova Mustamae tee, mi dice che è arrivato il suo autobus, mi dice sorry e se ne va.
Ed è proprio in quel momento che sento qualcosa. Un richiamo potente e silenzioso fa presa su di me, mi fa voltare, alzare lo sguardo. Ed è lì. La grande torre a striscie bianche e rosse, possente sbuffa nubi verdi nel buio della notte. Lampeggia rassicuranti luci di segnalazione per gli aerei, è il mio faro nella selva oscura. In venti minuti di marcia sono a casa, apro la porta, mi tolgo le scarpe, poggio la busta della spesa sul ripiano della cucina. Per fortuna i gamberetti sono salvi, immersi nel loro placido sonno glaciale.

Saturday, March 18, 2006

Il Fabric, ovvero la fabbrica di ritmo...

Arriviamo subito al dunque della serata, visto che il pomeriggio si riassume brevemente in 8 (sì, sì, OTTO) Guinness a capoccia in 4 pubs diversi dall 17.00 all'ora di cena, con reletive chiacchiere con tipe simpatiche e apparentemente interessate che poi quando si arriva al dunque ("devo andare" "e lasciami il numero, checcazzo"...) si dileguano...

Usciamo a tarda ora, verso la mezza per imbarcarci su una traversata di Londra in autobus, visto che alle 12.00 spaccate la metro chiude. Arriviamo al locale, ma che dico, al localissimimo per l'una e un po' per trovare una coda di almeno (NN esagero, giuro) 800 persone, una fila che inizia due-tre palazzi prima del locale. Ci mettiamo in coda e chiediamo ai buttafuori che ogni tanto passeggiano per controllare che nessuno passi davanti a nessun altro per quando pensa che riusciremo ad entrare. "Da qui, sono circa TRE ORE di fila" Un altro tipo in coda davanti a noi nota le nostre facce allibite/incredule (siamo di Roma Nord, nn siamo abituati alle file, al massimo ci mettiamo un'ora a percheggiare) e ci dice: "guardate che loro esagerano sempre, al massimo in un'ora e mezza siamo inside", e così fu. Alle 2.45 circa siamo dentro, per fare un'altra coda di venticinque minuti per poggiare la giacca al guardaroba. Una rivolta risolta anche questa magagna, siamo in pista... madonna.

Il locale è tra le cose più fighe che abbia mqi visto, con 4 SALE ognuna più grande o uguale all'NRG di Ciampino, chiedete al Toda per avere un'idea. Dentro sono stipate miliardi di persone pistissime che ballano musiche INCREDIBILI.

Dopo mezz'oretta che ballo house tranquilla, arriva l'amico di mio fratello che tutto incredulo mi fa "a Lù, sopra c'è n'artra sala, nn poi capì che robba!!!" andiamo e scopriamo che la maggior parte della gente qui va matta per musica hardcore tipo Gabber (o come cazzo si dice), ma di quella pesante a 23.800 battiti al secondo. Tutti esagitati con le braccia puntate verso il DJ (che qui chiamano semplicemente il "resident"), tutti con una bottiglietta d'acqua in mano, chiaro segno che qui di pasticche ne girano a pacchissimi, anche perchè proprio per questo motivo dopo le tre in questo locale smettono di servire alcolici e tirano fuori solo redbull e acqua, per nn far collassare la gente a causa di mix pericolosi. Balliamo ORE in questa sala zorissima e intanto noto che il locale è pensato apposta per favorire situazioni promiscue: sparano continuamente, dal primo all'ultimo secondo una nebbia nera che manco in Transilvania (la regione, nn il locale), e l'illuminazione è semi spenta per tutto il tempo, un buio che manco al Transilvania (il locale, nn la regione). E infatti miracolosamente anche le (pochissime, per la verità) ragazze brutte sembrano tutte sul 7e mezzo in quelle condizioni. Roba che il Tadd esplodeva di testosterone...

Passiamo agilmente tra una sala e l'altra fino alla chiusura, alle 6 e 35, per fare altri trentacinque minuti di fila per RIPREENDERE le giacche. Incontriamo anche un clone preciso spiccicato di Iggy Pop, che senza che nessuno gliel'avesse chiesto si mette a raccontarmi tutti iposti a Londra in cui fannoi Rave, che qui ho scoperto essere LEGALI ( si è stupito nn poco quando gli ho detto che da noi nn lo sono)...

Uscita, ultimi saluti alle tipe beccate dentro i cui contatti OVVIAMENTE moriranno qui, sigaretta davanti alla stazione metro aspettando che aprisse, e rientro a casa per le 7e20 (RECORD!!!). Una serata CLAMOROSA, magari dal racconto spassionato nn sembra ma è il posto più figo in cui sia MAI stato.

Se la risentims....

LuKa.

Il costo della vita (Estonia report #8)

Voglio parlare un pò del costo della vita. Inizio con la tripletta sesso droga e alcol: una scatola da tre preservativi costa 60 c di euro, un pacchetto di Marlboro da 20 costa 1.70 euro, una bottiglia di birra da mezzo litro costa 60 c di euro ed è buonissima. Gli elettrodomestici e i vestiti hanno quasi lo stesso prezzo. Le scarpe costano poco meno che in Italiano, ovviamente parlo delle marche che conosciamo. Il resto sono abbastanza cagose ma costano poco.
Mangiare fuori costa, in proporzione all'Italia, molto meno. L'altro giorno, in un caffè ho preso due saccottini di pasta sfoglia salati ripieni di carne tritata e un succo di frutta alla modica cifra di 1,40 euro.
Domenica, sull'isola di cui vi ho parlato (che mi pare si chiami Hiiumaa) abbiamo mangiato in una taverna all'interno di un mulino e abbiamo speso qualcosa come 6 euro a testa prendendo acqua, un piatto di carne e caffè a fine pasto. Il mio piatto consisteva in carne di maiale (incredibilmente morbida) cucinata in un sugo di mela e condita con zucca e rape rosse sott'aceto. Devo ammettere che era veramente buona.

Pasta (Estonia report #7)

Ieri ho cucinato la pasta! Ho comprato spaghetti prodotti in Italia dalla fabbrica "Torino". Ho cotto un pò di carne tritata, cipolla, pepe, olio di semi (si, avete letto bene), cucinato il sugo di pomodori ed ecco qui una pasta alla bolognese.
A breve pubblicherò qualche ricetta interessante estone che potrete cucinare anche voi da casa. eheheheh

Da un altro pianeta...

Allora, ennesimo aggiornamento...
Intanto ci tengo a precisare, leggendo vostri commenti ed il grandioso post di Pier, che finchè si scherza va bbene, ma nn avrò mai la pretesa di dire in giro che sto qui a rimorchiare un botto... Mi sto solo divertendo, tutto qui, visto che ho scoperto che mio fratello si lagna tanto e invece ha conosciuto un botto di gente più o meno della mia età, tutti matti scocciatissimi. e sappiamo tutti che io sono il tipo che per andare in giro a folleggiare ha bisogno di una o più spalle, no? Quindi nn ve ne andate in giro a dire "ammazza il Pizza quanto se la sente calda che dice che va a rimorchiare", perchè IO nn l'ho MAI detto. Code di paglia a parte, ieri seratina un po' così (così) visto che da quanto abbiamo capito il giovedì e il martedì qui nn si fa un cazzo. Nn sapendolo OVVIAMENTE ci facciamo subito infinocchiare da un tipo in piazza che ci ferma e ci fa (in english, of course): "ragazzi, andate in giro stasera? Buttatevi allo Storm che vi faccio entrare per 5 pounds a testa!". E noi: "ma c'è gente dentro?". "tantissima, il locale è pieno!".
Così ci cinvinciamo ed entriamo in un club che si rivela praticamente vuoto (8 persone), ma "visto che ormai abbiamo pagato, facciamocela prendere a bene, tanto domani è venerdì, grande serata al Fabric!!". Un'oretta e due birrozzi dopo si presenta una tipa bonazza e biondazza che inizia a ballare moooolto sexy con tutti i maschi in circolazione. Noi prontamente la chiudiamo a cerchio e lei continua a strusciarsi a TUTTI a giro, con aria beota. Sulle prime, viste le recenti esperienze, siamo portati a pensare che sia completamente ubriaca, in seguito si rivelerà semplicemente impasticcatissima: sal su una pedana e si esibisce in una lap dance con noi sotto che applaudivamo come ogni italiano pappone che si rispetti, poi le prende il matto e fa qlcosa che nn avevo MAI visto in una normale disco: vi giuro ragazzi, questa prende e si SPOGLIA!!! Davanti a TUTTI!!! Praticamente fomentata dai nostri fischi e applausi si slaccia i pantaloni e se li abbassa al ginocchio e si alza la maglietta fino al collo, rimanendo in reggiseno e tanga, tanga che prende e tira facendolo praticamente passare in mezzo a.. alla... vabbè, avete capito. A quel punto il giubilo. Noi maschietti arrapatissimi iniziamo a salire in massa sulla pedana per cercare di ballarci, strusciarci a lei o direttamente bombarla davanti a tutti, lei imperterrita e PISTISSIMA (vi giuro, regà, col senno di poi faceva quasi pena) continua a mettersi la mano nelle mutandine, ballando con la maglietta alzata e i pantaloni calati. Tempo 5 minuti arrivano TUTTI i buttafuori che la prendono di peso e la portano via. Lei secondo me nemmeno se ne è accorta.
Primo pensiero di noi baldi giovani: "nooooo, c'hanno levato er giocherello!!!", secondo pensiero "ma BEATO chi se la ritrova fuori per strada!", e continuiamo a ballare tra di noi tutta la sera, delusi e un po' amareggiati.
Considerazione finale: in Italia le tipe bevono e si drogano TROPPO POCO...
E stasera Fabric, vi farò sapere (tra parentesi, stiamo ad una media di 45 sterline bruciate a sera)...
LuKa.

Friday, March 17, 2006

Foto from Estoniaaaa

Rega Offi mi ha passato qualche foto che ha scattato in terra straniera ed io le metto qui:













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un pelo (Estonia report #6)

Mi si è piazzato un pelo sullo schermo. Con tutta calma copro il dito con la manica della mia maglietta e pulisco lo schermo con cura. La manica mi scivola, mi si scopre il polpastrello e una strisciata di grasso animale lunga due millimetri decora la superficie a cristalli liquidi. Panico.
Sto accumulando rabbia alla velocità della luce. Devo fare uno sforzo enorme per censurare il mio ego igienista e non rimuovere con violenza e forza quella piccola e stupida macchia che distorce il riflesso del cielo sullo schermo del mio pc.
Mi alzo in piedi e decido di contemplare la grande ciminiera, è sempre lì con la sua tenuta francese a striscie bianche e rosse e il suo pennacchio scosso dal vento.

Thursday, March 16, 2006

Ancora in trasferta...

Allora ragazzi, qui le cose iniziano a farsi simpatiche. Una volta che capisci e metabolizzi la way of life di questi matti all'improvviso le cose sembrano più immediate e fattibili...

Il programma-tipo della giornata è diventato il seguente:

-sveglia alle12.00/13.00, colazione abbondantissima con latte, caffè aMMericano, toast con IL MONDO sopra, aranciata e via dicendo.
-cazzeggio e doccia
-uscita pomeridiana in centro per le 16, spuntino intorno alle 17 da Starbucks, il mio preferito ("choco-moka-frappuccino!") e visita negozi, grndi mgazzini e stradine punkettare.
-ritorno per le 20.30 a casa, cena.
-uscita in disco, ho scoperto un BOTTO di locali vicino da me, in zona Leicester Square, per chi conosce.
---OVVIAMENTE tra le 16.00 e le 20.00 GUINNESS a volontà praticamente ovunque (ieri 4 birrozzi pomeridiani diluiti in 3 ore)---

Ieri giornata movimentata: andiamo all'aeroporto a prendere tale Davide, amico di mio fratello, e poi ci tuffiamo in città. Appena arrivati in centro imbocchiamo al Virgin Megastore per scoprire che nel giro di mezz'ora sarebbero arrivati i Placebo a presentare/suonare il nuovo disco. Nn abbiamo potuto vederli perchè era una sorta di show a sorpresa su invito. Vabbè...

Usciamo dal Virgin e becchiamo davanti ad un cinema un botto di gente ammassata sulle transenne intorno ad un tappeto rosso. Cinque minuti e da una limousine esce SHARON STONE, che presentava la prima del seguito di Basic Instinct: una figa, ragazzi, attempata e visibilmente stravolta/pistissima ma pur sempre una figa. RESPECT.

La sera dovevamo andare ad un locale lì vicino, il Walkabout, ma arriviamo lì per scoprire che il mercoledì è serata studenti, si entra GRATIS ma SOLO con TESSERA STUDENTI, aktrimenti via. E nessuno di noi aveva suddetta tessera, quindi... CAMBIOOOO!!!

Passiamo davanti allo, udite udite, ZOO BAR, storico locale black di Londra. Ci avviciniamo al buttafuori che senza nemmeno farci aprire bocca ci dice seccamente "Sorry, we're closed.". Sì, certo, peccato che dall'interno arrivasse musica e grida di apparentemente un pacco di gente divertita. Ok, ma vva bbene così, anche se nn capisco perchè mai quattro fighetti MASCHI (ah, ecco...) come noi nn li volessero.

Ci spostamo al METRO CLUB, dove finalmente riusciamo ad entrare al modico prezzo di 5 pounds (qui è un niente, giuro, ma d'altronde il prezzo d'entrata cambia di serata in serata in tutti locali, per culminare il sabato sera con 15 pounds). Ah, dimenticavo, più 1pound e mezzo di guardaroba OBBLIGATORIO, nel senso che NN puoi tenerti la giacca addosso e schiattare di caldo nemmeno se volessi.

Entriamo quindi e becchiamo poca gente (OVVIO) ma almeno quasi tutte femmine, nel senso più promiscuo del termine. Beviamo per scoprire addoloratissimi che i cocktails stanno a nientepopodimeno che a 8 pounds (li mortacci loro, ormai è deciso, a Londra mi ammazzo di birra e vaffanculo).

Dopo una mezz'oretta scena da film: me ne sto tranquillo per conto mio e mi sento picchiettare sulla spalla: "hi!". Mi giro e mi trovo un troione come pochi con una volgia infinita di uomini che mi fa (in inglese): "ciao, mi chiamo [????inserire nome????], tu?" e inizia con una conversazione da lei stessa intavolata a cui io mi limito a rispondere pemsando "madonna, sta facendo tutto LEI!". Dopo un quarto d'ora, appena la cosa iniziava a faesi leggermente interessante (tipo lei che mi parlava a mezzo cm dalla faccia), arriva un tipo che si INFILA prepotente tra me e lei, la abbraccia e senza nemmeno guardarmi mi fa un gesto con la mano come per dire "e vattene" e se la porta via. Era il ragazzo, e da quanto mi ha detto un amico inglese di mio fratello presente alla scena, ho sfiorato le botte. Beeeneeee....

Così io e l'amico italiano di mio fratello ci gettiamo su due morette niente male che si rivelano essere nn solo italiane, ma di Montespaccato, ROMA!!!! MADDAIIIIIIIII....

Cmque sia ora ho il loro numero di una di loro, vediamo come andrà. Cmque è stata solo la prima sera...

A risentirci.

LuKa.

Sul Mar Baltico (Estonia report #5)

Qualche giorno fa avevo espresso il desiderio di camminare su un lago ghiacciato. Beh... sono stato più che accontentato. Domenica abbiamo attraversato il Mar Baltico per raggiungere le due isole più grandi dell'Estonia. In macchina.
Si perchè d'inverno fa così freddo che il mare si ghiaccia e sulla superficie il governo fa spalare la neve, pianta un centinaio di alberelli per delimitare visivamente il percorso e mette un ometto tutto arrossato a regolare il traffico all'interno di una casina. Pensate che bisogna mantenere una velocità di crociera tra i 30 e i 70 km. Sotto i trenta il peso della macchina potrebbe spaccare il ghiaccio, sopra i 70 le vibrazioni potrebbero incrinarlo. E' obbligatorio viaggiare senza cintura, bisogna essere pronti a uscire il più in fretta possibile.
Non potete capire che bello viaggiare in un vero e proprio deserto di ghiaccio. Solo due colori. L'azzurro intenso del cielo e il suo riflesso più tenue sulla superficie infinita su cui si sta viaggiando. E' uno spazio senza punti di riferimento. Potrebbe non finire mai come potrebbe finire a due metri da voi. Ma tanto non lo si può sapere perchè è vietato scendere dalla macchina. C'è solo una strada da percorrere, accanto alla quale navigano le navi cargo che si aprono a fatica la strada nel ghiaccio.

Nella prima isola che abbiamo raggiunto (Hiiuma) si trova una casetta che i genitori di Sandra stanno costruendo con le proprie mani. Si trova in mezzo alla foresta, è sopraelevata rispetto al terreno (per non affondare nella neve di inverno), un piccolo balconcino fa da anticamera ad una soggiorno piccolo con camino. Al piano di sopra si trovano due camerette. Bagno, cucinino e sauna si trovano al piano di sotto. Ha ampie vetrate e, ovviamente, il tetto spiovente che mi piace tanto. Il vicino di casa è il classico ometto anziano panciuto e occhialuto che si trova documentari storici che parlano del comunismo nei paesi baltici. Per "classico" intendo che è VERAMENTE lui.

Nella seconda isola invece abbiamo visitato un castello semplicemente fichissimo. Si trova in mezzo ad un lago (che al momento è ghiacciato), è circondato da imponenti mura in pietra su cui ogni tanto svetta una torre di osservazione. Vi si accede tramite un ponte in legno, il portone può essere chiuso da una grata di pesanti travi di acciaio che scarrella verticalmente tramite un sistema di contrappesi.
L'interno è meno interessante: ospita un museo della civiltà e raccoglie un pò di tutto. Di curioso c'era uno scheletro umano seduto su una panca all'interno di una cripta (non chiedetemi il motivo) e una bicicletta dell'800, di quelle con la ruota anteriore gigante e quella posteriore minuscola, che per salire in sella devi saltare prima su un trampolino. Non ha freni e lasciando alla vostra immaginazione il compito di trovare dei modi comodi per fermarsi senza cadere e sfasciarsi una rotula vi saluto.

Album che sto ascoltando in questo momento: "Regatta de Blanc" The Police

Test: per capire che tipo di elettori siete

Questo è il mio risultato ad un test che trovo abbastanza valido visto che ti dà una mappa del tipo di elettore che sei (più intensità per risposta). Ci mettete 3 minuti ( o poco più se su certe questioni dovete approfondire), sarebbe carino poter poi confrontare i risultati di ognuno di noi. Postateli qui sul blog.

Wednesday, March 15, 2006

rollmops (Estonia report #4)

Ieri sera abbiamo invitato un pò di gente. Ogni invitato ha portato qualcosa da bere per sè e per gli altri. Abbiamo finito col bere Sambuca alla maniera di Pier (Pier devi registrare il marchio). Sono stato veramente bene, mi piace stare in mezzo alla gente, ho scambiato qualche numero di telefono.

Piccola riflessione sugli estoni. Mi rendo conto che ci tengono tantissimo all'apparenza, non per vanità ma più per cultura. Lo vedo come un modo per dimostrare che tengono alle cose in maniera metodica (e forse, a volte, poco riflessiva). Per esempio i ragazzi, nessuno di loro aveva la barba. Si lasciano crescere i capelli, hanno visi molto puliti, con poche stonature rilevanti. Sembrano dei putti un bel pò cresciuti.
Non parliamo delle ragazze.
Non parliamone perchè ho paura di non trovare le parole adatte per descrivere quello... quello che.
No, non sono ancora pronto per una cosa del genere.
Ok, fine del racconto, vado a mangiare un pò di rollmops: cetrioli sott'aceto avvolti in una strisciolina di pesce di natura indefinita. Mi si riproporrano per una settimana ma sono buoni.

Album che sto ascoltando in questo momento: "Revolver" The Beatles

Tuesday, March 14, 2006

Ritorno su queste lande desolate...

Eccomi di nuovo qui. Scrivo dalla mia (o meglio, di mio fratello, che lui ci tiene a queste cose) stanzetta moquettata al 95 di St. George's Drive. Fuori dalla finestra c'è Londra. quelli di voi che si aspetteranno subito il racconto di chissà quali esperienze fantastiche purtroppo rimarranno a bocca asciutta. D'altra parte sono arrivato solo ieri pomeriggio, e oggi ho fatto iusto un giretto in città per riprenderci confidenza, come si farebbe con una ex con cui nn parli da anni ma a cui cmque vuoi molto bene (e fate almeno FINTA di capirmi, SO che vi mancano certe esperienze eheh).

Risultato: nn capisco se sono IO a beccare SEMPRE i periodi più turistici o se qui c'è SEMPRE un botto di gente (vi giuro, è difficile e snervante anche solo camminare per strada). E po fa freddo. Fa un freddo lupesco, checcazzo, nn ve lo immaginate nemmeno. E chissà quanto deve apparire comico agli occhi dei seriosissimi londoners questo ragazzetto magro e traballante che cammina a fatica controvento tutto avviluppato nel suo giacchiettino multicolore di pelle che fa sì MOLTO fashion (NN è opinabile) ma che si rivela assolutamente inutile contro un tale tempo... mah.

Il fuffometro solamente in questo giorno e mezzo di permanenza ha dato letteralmente i numeri e andrà ricalibrato. TROPPA FIGA, ragazzi, e tutte a sorriderti come beote quando passi, ma se poi ti viene il matto di rivolgere loro la parola scappano pompando al massimo le Converse multicolori (che qui hanno TUTTI). Stasera io e my brother andiamo in un locale qui vicino troppo costoso, speriamo bene, che se qui ti metti in testa di farle ubriacare innanzitutto ti sveni e vai in bancarotta prima, e poi vai lungo prima di loro visto che reggono l'alcool come dan con le coche medie...

Mentre scrivo fuori piove. Magari in disco ci andiamo domani, uffa... Venerdì è il St. Patrick's Day, festa irlandese praticamente sponsorizzata dalla Guinness, quindi è la festa MIA, visto che almeno la birra qui nn costa un cazzo (meno di 3 iuri quella piccola, la "half-pint").

Mi rifarò vivo, passo e chiudo. Il primo che la becca dia un bacio in fronte a Val per il suo carinissimo sms a cui nn ho potuto risp per mancanza fondi.

LuKa.

Fuori dalla finestra (Estonia report #3)

Fuori dalla finestra della camera in cui mi trovo, tra le strade poco trafficate, tra gli intrecci di cavi elettrici, tra vecchi palazzoni grigi sovietici troneggia una ciminiera che sbuffa senza sosta.
Sembra un gigantesco cono stradale dimagrito. Sembra fabbrichi nuvole.
Serve a fornire riscaldamento alla città, la quantità di calore irrorato tra le condutture idrauliche varia durante il giorno. E' il centro propulsore di un apparato vascolare oscillante.
E' una presenza rassicurante e inquietante al tempo stesso. E' dio.

Silenzio (Estonia report #2)

Cammino per strada a -10°.
Il sole sembra stia perennemente tramontando.
Una cosa che colpisce qui è il silenzio. Può capitare di trovarsi in zone residenziali, di villette-triangolo con giardino, che sembrano disabitate. I cani neanche abbaiano quando passi. Nelle strade principali invece l'unico rumore che si sente è quello delle ruote delle macchine che scivolano sulla neve. Nessuno qui, dico nessuno si permette di suonare il clacson.
Qui le strisce pedonali non esistono, gli ometti sul cartello blu, che segnala il passaggio pedonale, hanno i pantaloni a zampa di elefante.
Ogni tanto capita di vedere delle carrozzine che sembrano più dei carri armati cingolati, allestiti a rifugi antinucleari mobili.
Sono piuttosto impressionanti le persone anziane. Hanno volti solcati da rughe spesse, le guancie pendule sono incorniciate da cappucci di pelliccia folta e gli occhi annacquati e senza pupilla galleggiano ansiosamente in una pozza di umor vitreo nera. Camminano sulla neve con un incedere precisamente ritmato, vanno avanti per inerzia, come se qualcuno, sulla porta di casa, avesse dato loro una spinta. E' come fossero delle bamboline caricate a molla i cui ingranaggi sono lì lì per cedere. Ok, penso di aver chiarito l'idea.

Album che sto ascoltando in questo momento: "Galore Singles" The Cure

Monday, March 13, 2006

Neve, neve, neve!

Ho appena scoperto il tasto "€" sulla tastiera del mio portatile. Si, quello nuovo che ho comprato, quello che mi ha permesso di collegarmi alla rete wi-fi all'aereoporto di Berlino e mi ha fatto sentire fico, quello con cui sto scrivendo in questo momento. Peccato che qui si usino le corone.

Neve, neve, neve!
non si vede altro che neve. O forse sono io che vedo solo questo.
Neve sopra sopra i tetti spioventi delle case, neve sopra carcasse senza vita di macchine, neve ai bordi delle precise strade nere, scavate con la stessa pulizia di linee con cui le dita affondano nella nutella o nel gelato. Neve anche sotto i ponti (ma come ci arriva???). Neve, sotto le mie scarpe, che si compatta e scricchiola come lo scricchiolìo delle ossa masticate, e mi fa diventare più alto.
Devo dire che è stato abbastanza emozionante volare lungo il nuvoloso confine, tra il blu stellare del cielo e il candido lenzuolo bianco che seppellisce Tallin. Non avevo mai visto una città innevata dall'alto. Non vedo l'ora di camminare su un lago ghiacciato.

Ieri pomeriggio sono stato esattamente quattro ore a camminare per strada, alla temperatura di -6°, alla ricerca di un convertitore per la spina di alimentazione per il mio pc. Qui le prese elettriche sono bipolari e il mio fottuto cavo è tripolare. Perchè siamo così sboroni in Italia?
E' stato un pretesto per perdermi piacevolmente un pò. Ma va a spiegare a un russo mezzo ubriaco, che vende paccottiglia elettrica, materiale isolante e tubi per doccia in un sottoscala freddo e ammuffito, che non posso sentirmi fico perchè non posso usare il mio laptop. Va a spiegare che il mio ego digitale castrato non può sfogare la sua manìa di protagonismo per un innesto di prese che "non s'ha da fare". Ma se in natura una lontra e uno gnù non si possono accoppiare, nel mondo digitale basta comprare un cavo di alimentazione adeguato. E' un pò come cambiare il pene alla lontra.
Il mondo è relativo. Quando ci trasferiremo tutti nel mondo digitale, non lo sarà più.
Esco finalmente vittorioso dal quarto negozio con il mio bel cavetto in tasca. Il mio cordone ombelicare.

Non capisco un tubo della lingua. E' solo ieri che ho cominciato a realizzare cosa voglia dire vivere in un paese straniero. Non mi è ancora facile distinguere l'insegna di un parrucchiere da quella di un divieto di transito. Spesso le insegne sono essenziali, raramente hanno elementi visuali che ne descrivano la natura, gli ambienti hanno finestre piccole e l'interno è scuro. Forse la causa è del freddo: la gente è poco interessata a perdere tempo a contemplare l'esterno.
Ho capito che il mio scopo nella vita, in quanto grafico, è quello di ambire a sviluppare un linguaggio visivo universalmente comprensibile munito di un'interfaccia istantaneamente acquisibile. Nel frattempo chiedo informazioni.

Album che sto ascoltando in questo momento "Cripple Crow" Devendra Banhart.

Thursday, March 09, 2006

Un ZaZZa suppa fashion

Stavo spulciando le foto che ho fatto con il cell ieri sera e beh, ne ho selezionate due da urlo e spero che zazza non si offenda, se sarà cosi tolgo subito il post...a zazza ma quanto sei fashion qui???


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Tuesday, March 07, 2006

Snow Days: GIORNO 3

Ultima giornata divissima in due tronconi: mattina-pomerigio sono stati più brutti dll'intera vacanza, con tempo di merda, freddo lupesco e gente che passave ORE ad un cazzo di torneo di snow-volley (di cui a me nn fregava assolutamente NULLA, mentre il Tadd ha rosicato nn poco perchè nessuno lo faceva entrare in squadra e alla fine nn è riuscito mai a giocare, bofonchiando inalberato come l'anno prosimo si doveese partire minimo in 4 per fare gruppo e quindi squadra da volley). Nel frattempo io e il Tadd ci divertiamo da matti con le ciambelle (termine tecnico secondo me INVENTATO: snow tubes) facendoci di nuovo un male cane sfodando ripetutamente delle barriere impovvisate che segnavano la fine della discesa e litigando con un vecchietto che controllava i comandi del tapis roulant che faceva risalire, visto che il Tadd distratto sul tapis roulant va a INCIAMPARE (strano...) su una pala da neva appoggiata lì e quello sbrocca clamorosamente bestemmiando in idiomi incomprensibili.

La sera invece è stata la più fighetta della vacanza, con una festa di addio/fine manifestazione in un localino davvero carino con musica fighissima e a tratti piuttosto bora come piace a moi. Dopo un primo consueto giro di test-quagliamento (ovviamente FALLITO) decidiamo di metterci l'anima in pace e balliamo tra di noi sulle pedane rialzate come due cubisti svogliati. Da lassù ho una buona visuale dell'intero locale e vedo per caso la tipa del giorno prima, Nausicaa, ubriachissima mentre pacca clamorosamente con un tipo più viscido che mai. Visto che ormai mi ero messo l'anima in pace con lei, pensando stupidamente "almeno se ha il ragazzo nn la dà a nessuno", la cosa mi prende a MALISSIMO. Smetto di ballare (scandalo!!) e mi siedo un attimo con umore pessimo.
Nel frattempo alcool a profusione (raramente la sera ho bevuto come in questi tre giorni) e stanchezza accumulata mi avevano devastato completamente, quando mi si avvicina la tipa amica di Nausicaa, tale Ely, ubriaca come poche persone ubriache a questo mondo, che inizia a chiacchierarmi a mezzo cm dalla faccia e poi con un accento che mi ha sempre fatto morire mi fa "andiamo a farci una cicca?". La accompagno fuori a fumare e con la scusa del freddo mi si abbraccia. In quel preciso istante in una remota parte del mio cervlletto le nubi iniziano a diradarsi...

Torniamo dentro e io faccio per riavvicinarmi verso il Tadd mentre lei mi trattiene per la mano e inizia ballarmi davanti ancora più palesemente ubriaca, appiccicando continuamente la sua faccia alla mia. A quel punto (eccheccazzo) decido repentinamente che tanto sono amiche, si conoscono da tanto e che quindi una vale l'altra, e clamorosamente je parto. Quella, ancora più clamorosamente, ci STA. A quel punto apriti cielo, la tipa si dimostra una assatanata della Madonna, mi prende letteralmente il culo e si struscia premendo in modo convinto contro il mio...beh, avete capito... (che poi dicono che sono greve). Mi sbatte contro un muro e inizia praticamente a trombarmi davanti a tutti, facendo anche versi NERI a voce alta che mi stavo vergognando come pochi. Dopo un'oretta buona di paccaggio (paccamento? pacco?) si riaccendono le luci e finisce la festa.
Uscendo dal locale ressa CLAMOROSA al guardaroba in cui il Tadd riesce con superba maestria e ritirare le giacche in otto secondi netti e io nel frattempo noto Ely collassante che nn riesce a reggersi in piedi accanto alla sua amica (puttana) Nausicaa:

DESCRIZIONE DELLA SCENA:
IO (mi avvicino mezzo serio): scusa la tua amica sta male, vuoi che intanto mentre te prendi le giacche la porto fuori in strada?
NAUSICAA: scusa?
IO: la tuamica. Vuoi che le faccia prendere un po' d'aria?
NAUSICAA: no, nn ho da accendere.
IO: no, dicevo la tua amica...
NAUSICAA: e basta! ma ti pare che mi chiedi ORA l'accendino!!
IO: ma vaffanculo! (e me ne vado).

In strada dopo le vedo riemergere, e tenendoci a nn fare la figura del coglione che chiede da accendere nei momenti meno consoni, vado a spiegare la cosa:

IO: scusa, prima avevi capito male, io dicevo della tua amica...
NAUSICAA: sì, l'ho trovata, grazie.
IO:?? Noo, io dicevo la tua amica, prima stava male...
NAUSICAA: a posto, davvero, le ho trovate tutte e due!
IO: ma vaffanculo...

Due ore dopo eravamo sul treno di ritorno per Roma, con Tadd che levandosi le scape fa storcere il naso (in senso letterale) al controllore...

Tutto qui. E volete sapere la cosa in assoluto più figa? Nn la tipa del nord, nn lo slittino, nn la musica. Il TADD. Bi-ti-coo... MILLE altre vacanze con lui, regà...

Lascio a lui l'onore di aggiungere le 2mila cose che nn ho detto.

CIAuz


LUka (quellochelahouseselamagnaacolazione)

Snow Days: GIORNO 2

Il secondo giorno è stato il più figo, tranne per la svegliataccia orripilante (7 e 30 come al solito): si predne il pullmann per quel di Val di Vattelapesk-o come cazzo si chiamama (tanto gli annunci microfonati sul pullmann erano tutti in tedesco) e dopo una comodissima oretta e PASSA eravamo con gli sci ai piedi, pronti per folli avventure (ovviamente io e il Tadd da soli, visto che il 90% della gente già si conosceva da anni e stavano per cazzi loro.
Ragazzi le piste sono fighissime, gli impianti da paura e il tempo è stato pure più o meno clemente. Il problema è che dopo abbondanti orette di sci abbiamo la STUPENDA pensata di avventurarci nelle piste che (ovviamente, col senno di poi...) a noi sembravano meno battute e più "selvagge":

DESCRIZIONE DELLA SCENA:
IO: Tadd, fichissima questa pista!
TADD: Davvero, ma guarda che bella!! Nn finisce più!!
IO: Troppo figo, questa è POPO la MEJO che abbiamo fatto finora!
TADD: E' mezz'ora che scendiamo in mezzo agli alberi ciocca che paesaggio....

Di colpo la pista FINISCE in mezzo ad una piazzetta asfaltata nel pieno del paesetto, praticamente su un incrocio stradale. Noi allibiti fermiamo una signora per chiedere dove poter prendere la funivia per ritornare agli impanti. Quella praticamente ci beffa, dice che nn esiste la funivia e Dio solo sa come siamo sbucati a km dalla zona degli impianti e l'unico modo è staccare sci e scarponi ed aspettare l'AUTOBUS. Che arriva 40 min dopo. Ottimo...

La cosa figa è che nel frattempo conosciamo due ragazze del Nord (disputa ancora aperta tra me e il Tadd sulla loro provenienza, io mi ricordo Vicenza e lui Verona, o era il contrario?), tali Ely e, udite udite, Nausicaa (GIURO! Genitori hippy, ci scommetto...). Davvero molto carine entrambe, stranamente aperte e disponibili alla chiacchiera. Tempo zero e mi INNAMORO (per la seconda volta in 2 giorni) di Nausicaa, che sembra pure interessata e "disponibile" chiacchierando con me spesso e volentieri e sedendosi accanto a me sul pullmann (scena RIDICOLA di lei che si addormenta e io che tutto figo le faccio "guarda, tanto mi sto addormentando anche io, se vuoi puoi appoggiarti a me"... VERGOGNA!!!) e anche dopo a mensa, fantastico quartetto io/tadd/loro due, con noi che INVOLONTARIAMENTE facciamo la figura dei furbissimi perchè senza pensarci troppo magheggiamo il sistema che alla mensa permette di mangiare solo entro un certo limite oltre il quale il resto lo paghi.

Ovviamente Nausicaa aveva il ragazzo. OVVIAMENTE nn mi avrebbe più rivolto la parola fino a 20 minuti prima della nostra partenza, e nemmeno troppo garbatamente...

La sera poi tutta la facoltà pubblicizza a mille lo Spring Break Party, la festa annuale di inizio primavera. Arriviamo fomentatissimi e quindi puntualissimi per una serata alla fine tutto sommato fighetta, anche se abbiamo provato a quagliare praticamente OGNI essere vivente nel raggio di 2 km, inclusa la bidella della facoltà. Ovviamente nn quagliamo un CAZZO, tranne per un breve ma intenso balletto a quattro (mi viene da ridere solo a scriverlo) con una delle organizzatrici, una tedescona chiamata Anneke e la sua amica nana da combattimento, tale Felicitas. Verso fine serata, quando ogni essere respirante intorno a noi stava paccando a bestia (inclusa la bidella) da parte mia scende devastante la presa a male, in parte condivisa da un Tadd che a inizio serata faceva lo smargiassetto ("quella è carina ma nn bella, quella ha il culone, quella è una scopa...") e alla fine si sarebbe trombato pure le prese tripolari a murodel telefono.

Punto di massimo picco negativo: due TOPE da PAURA (ragazzi, in lizza tra le 5 mejo fiche che abbia MAI visto) che spuntate da chissà dove iniziano a ballare tra di loro BACIANDOSI con aria da porchissime e poi prendono ed escono a fumare una sigaretta. Io cerco di cnvincere il Tadd a seguirle intuendo la brama di branda (e scusate il gioco di parole) di cui erano palesemente vittime. Tadd stupidamente rifiuta, io stupidamente da solo nn me la sento e dopo 20 minuti le rotroviamo avvinghiate a due FAGIANI clamorosissimi di cui uno credo con ancora su i denti da latte. Pessima cosa.

Luca.

un altro mito

Non sapete chi votare?
Ho il candidato per voi

Snow Days '06: la recensione definitiva

Eccomi di ritorno. Di ritorno a Roma, dopo la breve ma fichissima parentesi montanara bolzanese, e di ritorno sul blog, dopo una lunghERRIMA ed estenuante assenza dovuta principalmente a pigrizia cronica.

Dunque dunque, cosa dire dello Snow Days di quest'anno? Posso confessare solo ora (perdonami Tadd) che nn avevo aspettative e/o fomento altissimi, e invece.... mi sono divertito. Parecchio, pure.

GIORNO 1:
Il tutto inizia cn una punta improponibilmente presto a termini il 2 mattina (o l'1 notte tardi, eh Fabio? eheh) dopo di che facciamo il biglietto ("solo andata, tanto poi il ritorno lo famo lì a bolzano quando ci fa più comodo, chi cazzo vuoi trovare sul treno 'sto periodo", e abbiamo rischiato di NON TORNARE) e vai con sette ore di treno filate abbastanza lisce, dopotutto (ma se il Tadd parla ancora di cinema con me, lo UCCIDO...). Arrivo a Bolzano e subito dopo alla facoltà, ragazzi un posto FIGHISSIMO che alla Sapienza se lo sognano, sembrava un aeroporto per teenager. Ci fanno la foto per lo skypass/badge (io sembro un polacco, Tadd è venuto semplicemente male, ripreso mentre parlava con qlcuno fuoricampo) e ci affidano le stanze, OVVIAMENTE separandoci (PIER se venivi eri in camera con UNA TIPA, cosa rarissima da quanto mi ha detto il tipo che mi ospitava in camera sua): io a 3 km dalla facoltà (tragitto che ho fatto a PIEDI anche di notte, tornando dalle feste), tadd a due passi ma in un dormitorio improvvisato nella palestra di un liceo lì accanto, 40 persone che dormivano sui materassini che usavamo per fare ginnastica a scuola...
Dopo la prima cena andiamo col pullmann sulle piste (tutte RIGOROSAMENTE ad almeno un'oretta di viaggio dalla facoltà) per il primo impatto con un subdolo strumento di morte denominato SLITTINO: risultato, lividi e contusioni NERISSIME in zona culo/osso sacro che ancora mi fanno un male della Madonna.
Dopo il giro slittinico prima festa davvero fighetta in una baita sulle piste troppo piena di gente (tipo 100 persone in un posto nn più grande del Morrison vicino p.zza Cavour) e facciamo le prime blande conoscenze. Mi innamoro subito di una fighetta biondina mezza tedesca che ovviamente dopo una parentesi di 10 minuti di chiacchiere e risate nn mi ha PIU' rivolto la parola pe tutta la vacanza.
Ritorno in camera per le 4, sveglia il giorno dopo alle 7 e 30: immaginate come stavamo...

Avrei voluto scrivere tutto subito, ma sono in ritardissimo e devo uscire, quindi ne approfitto per aumentare la suspence e prossimamente (spero stasera) posterò anche i giorni 2 e 3.

ciauz.

LuKa (quellocheballalahouse)

di nuovo in partenza

Ed eccomi qui di nuovo con la valigia aperta in camera mia.
Ultimamente soffre un pò di bulimìa ma è bello rifarsi sulle disgrazie altrui.

Domani parto nuovamente per l'Estonia, ho l'aereo alle 19.40, pernotterò a Berlino (evitando accuratamente morti di infarto e maniaci sessuali panzoni) per poi ripartire la mattina presto per Tallin (la capitale dell'Estonia).

Tra le tante cose eccitanti di questo viaggio che tengo a condividere con voi c'è la parentesi S.Pietroburgo. Probabilmente staremo qualche giorno lì (sono solo 6 ore di treno).
E poi c'è la neve, una montagna di neve. Forse vado a sciare per la prima volta in vita mia (non considerando lo sci da fondo).
fico.

E poi mille altre cose che però vi racconterò al mio ritorno (verso i primi di aprile)

Dalla regìa mi dicono che se volete venire a trovarmi siete i ben accetti, ovviamente mi servirà un periodo iniziale per sistemarmi.
Ve lo dico, con easyjet non viene a costare troppo e lì la vita è meno cara rispetto a qui.

Stasera mi piacerebbe salutarvi perciò tenetevi liberi per fare qualcosa.

Monday, March 06, 2006

Stiamo scrivendo ABBASTANZA!!!

What's up on this blog?

Non scrive più nessuno...
...siamo persone prive di contenuti...

Es. Zeus e Piz potrebbero narrarci le loro avventure montanare...

Io posso giusto raccontarvi che Ancona è una città carina (ma che Mauro, che si trasferisce lì la settimana prossima, dopo un paio di mesi darà le capocciate sul muro dalla noia!); al ritorno, trovando chiusa l'autostrada per "vento forte" (non sapevamo esistesse questa eventualità!), abbiamo fatto la statale che passa tra il Gran Sasso e i Monti della Laga: panorami mozzafiato, ma tra il vento, le curve a gomito a go-go in pizzo sull'orlo del precipizio, e la guida "sportiva" di Mauro, a momenti sgotto dal finestrino in corsa, e la durata del viaggio è raddoppiata rispetto all'andata. Funny comunque...

see you on MARS !(ci vediamo all'incrocio tra la crosta di cioccolata e il mou, a metà barretta...)