In viaggio verso Tartu (Estonia report #11)
Me lo immagino così. Fuori dalla città. Sotto un cielo grigio come l'asfalto della strada, in mezzo agli alberi illuminati dai fari delle macchine in transito, bianchi come fantasmi, nell'oscurità della notte.
Mi immagino il freddo che gli penetra le ossa, impedisce ai muscoli di flettersi. Mi immagino la neve che si posa placidamente sul suo manto, la scarica di brividi che sale su dalla coda, percorre le vertebre allineate, scuote il piccolo collo irrigidito, gli rizza i baffi ed arriva agli occhi, annebbiandogli la vista. Una palla di pelo piena di sensazioni e istinto. Un istinto che lo porta verso la luce. Verso quei fasci dritti che, barcollando sopra i dossi della strada, fendono il buio. Quei fasci luminosi che si fanno sempre più grandi e piacevolmente caldi. Poi un sussulto, un rumore sordo. I lunghi fasci luminosi rallentano sulla strada ghiacciata. E qui la mia immaginazione, finisce.
Sabato scorso abbiamo preso la corriera e siamo andati aTartu, la città studentesca estone. Due ore e mezza di tragitto con una velocità di crociera di 90 km/h. Sembrano pochi ma vi assicuro che non è piacevole ritrovarsi a viaggiare su un mezzo traballante, in una strada non illuminata, in mezzo alla foresta e con la neve che di prepotenza riduce la visibilità ad un metro dal tuo naso. A rendere il tutto piacevolmente grottesco, il conducente che ascolta a tutto volume una stazione radiofonica che trasmetteva un'orribile musica, a metà tra dance, folk estone e la musica di sottofondo di Paperissima. Per bloccare una sottile sensazione di inquietudine che comincia a pervadermi dormo un pò.
Il mio sonno viene interrotto da un sussulto, un rumore sordo. Il mio istinto lo percepisce prima ancora che mi attraversi la superficie ammortizzata sulla quale sono seduto. La corriera rallenta sulla strada ghiacciata, il conducente apre le porte ed esce in camicia a maniche corte. I tergicristalli in funzione scandiscono il tempo dell'attesa e delle domande che affollano silenziose la testa dei passeggeri. Il conducente risale in macchina, chiude le porte, riaccende la radio e riparte.
Non saprete mai quello che è successo, sapete solo quello che mi sono immaginato.
Album che sto ascoltando in questo momento "broken social scene" broken social scene

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