Pisciando Contro Vento

amici, passioni, ragazze, poco amore, noi.

Monday, March 27, 2006

A Tartu (Estonia report #12)

Arriviamo a Tartu verso le dieci. Io e Sandra ci dirigiamo verso casa di Monika che festeggia il compleanno. Ci apre la porta di casa sorridendo, l'atmosfera non è delle migliori, nel cucinino di due metri per due, sopra un tavolo, si trovano bene ordinate, patatine alla cipolla, carote e cetrioli sottaceto tagliati a fasci e bottiglie di cocacola e sprite. Wow. Nella stanzetta minuscola adiacente, due ragazzi, stesi sul divano, giocano a scacchi. Wow. Monika mi offre una birra calda. Wow.
Non è che abbia molto da raccontare da questo momento in poi. Se non che dopo cinque minuti le pedine nere e bianche sono state riposte nella loro scatola, se non che è cominciata ad arrivare un pò di gente, se non che abbiamo cominciato a bere. Vodka con succo di frutta (qualcosa tipo mirtilli o frutti di bosco), rum e sprite, vodka e sprite, shottini di jagermeister. Se non che ho capito l'utilità del mangiare, fino alla nausea, cetrioli sottaceto (ammazzano la fame ma non appesantiscono). Se non che è stata accesa anche la "waterpipe" (molto diffusa tra i giovani) con diverse varietà di fumo.
E poi non è che mi ricordi più di tanto. Se non che siamo stati lì fino alle 2 di notte, fino alla torta, fino allo spumante che abbiamo portato con noi sulla neve, durante il tragitto per il Club Tallin. Che neanche mi spreco a descrivervi. Certi posti pensi che esistano solo in tv. Soprattutto per la gente che ci trovi. Non mi sto neanche a sprecare sulle ragazze che c'erano dentro. Tanto già lo sapete. Anzi, no, non lo sapete ma sapete quello che penso ogni volta che metto un solo piede per strada e non voglio ripetermi. Quindi vi dirò che ho incontrato e fatto i complimenti al mitico e legendario Anton Pildid, che rubava scatti da mettere sul suo photoblog. Cliccate sulla parola "photoblog", ci penseranno le sue immagini a dirvi molto di più di quello che posso fare io.
Alle 4 di notte io e Sandra decidiamo di prendere la corriera per tornare a casa. Arriviamo alla stazione intirizziti dal freddo e comincio a maledire la compagnia di trasporti estone. Di notte viaggiano dei piccoli bus (tipo quelli del padre di sciarrone per intenderci ;) ) i cui posti, non più di dodici, erano ovviamente prenotati. Provvidenziale l'incontro con gli amici di Sandra (con cui abbiamo passato la serata) al piccolo autogrill di fronte alla stazione. Ci incamminiamo di nuovo, nella notte, verso casa di Dennis, simpaticissimo estone riccioluto e dalle guancie rosse e paffute che, vi giuro, alle 4,30 di notte, spunta dalla cucina con in mano una ciotola di patatine (quelle oblunghe della cipster con un foro all'interno), una bottiglia di vodka e una di succo di frutta. Mixa la vodka con il succo di frutta e mi illustra "l'usanza estone" di usare la patatina di cui sopra come cannuccia. Ovviamente, io non posso esimermi.
Alle 5,15 circa del mattino ci incamminiamo di nuovo, in mezzo ad un gelo polare, verso la famigerata stazione delle corriere. Dopo un quarto d'ora lo spettacolo che ci si para davanti è ancora più deprimente di quello precedente. Non c'è nessuno.
Sandra legge bene la tabella degli orari e si accorge che la domenica mattina non ci sono corriere. Io voglio morire istantaneamente. Voglio sentire il tonfo del mio corpo esausto cadere sulla neve soffice. Lasciare che il mio giaccone rosso sparisca lentamente, seppellito sotto ilenti fiocchi bianchi.
Più in là, verso l'orizzonte, un gigantesco arco di luce verde illumina il cielo. E' una scena surreale. Una luce maestosa fà da sfondo alle silhouettes dei palazzi. Un verde acido che si perde in alto sfumando nel profondo blu della notte. Mi chiedo se sia l'alba, se siano i fumi dell'alcol o se siano gli alieni che stanno per invadere la terra. E invece Sandra mi dice che sono coltivazioni di cetrioli. Per farli crescere li sottopongono ad un trattamento speciale in modo che abbiano luce sempre, compresa la notte. E già mi immagino i cetrioli in costume e occhiali da sole.
Sandra fa un giro di chiamate e troviamo rifugio presso casa di Monika. Stavolta è Teet, il ragazzo di Monika che, sempre sorridendo, ci apre la porta di casa. Non faccio in tempo a chiedermi che cazzo abbia da sorridere alle 6 del mattino del giorno del compleanno della sua ragazza che mi butto sul letto. I cetrioli che ho nello stomaco finalmente smettono di galleggiare nella vodka. Mi addormento.

E' mattino presto ma non so che ore siano quando mi sveglio, fa un caldo bestiale, ci vestiamo in fretta e siamo finalmente sulla corriera di ritorno per Tallinn. Durante il viaggio dormo, lo stronzo irrigidito, seduto accanto a me, invade il mio spazio vitale. Gli premo contro il mio braccio finchè non arriva a sudare e non si sposta un pò. La testa mi pende prima davanti, poi di lato, poi di nuovo davanti. Sono morto dal sonno. Ogni tanto sento dei piccoli sibili di aria compressa seguiti da un rumore metallico. Ad una fermata dei passeggeri scendono. Si liberano due posti di fronte a me, mi avvicino felice per sbracarmi, per rilasciare le mie membra indolenzite, ma subito mi ritiro con orrore: per terra c'è un profilattico usato. Mi tocca tornare a far sudare lo stronzo.
Finalmente il pullmann arriva al capolinea. Due russi, con un cappelletto della Saku in testa (una delle più famose birre estoni), si dirigono verso l'uscita con una tintinnante busta gialla piena di lattine. Sento di nuovo il sibilo, l'aria compressa che si libera nello spazio. Uno dei due ha appena aperto una lattina di Gin miscelato con soda. Sono le 11 del mattino e hanno bevuto alcol per tutto il viaggio.
Arriviamo a casa dei genitori di Sandra per il pranzo domenicale, non vedo l'ora di riempire lo stomaco. Mi tolgo la giacca, la sciarpa, i guanti, le scarpe. Mi siedo.
La tavola è apparecchiata, ma il cibo non è ancora pronto. Siamo solo io e il padre di Sandra. E due bicchierini da vodka. E due piccoli cetrioli verdi posati su due piattini di ceramica bianca. Il padre tira fuori una bottiglia di "Viru Valge" e mi mostra l'usanza, stavolta russa, di mangiare il cetriolo dopo un bicchierino di vodka bevuto fino alla goccia. E io, ovviamente, non posso esimermi.


Album che sto ascoltando "another day on earth" Brian Eno

4 Comments:

At 9:35 PM, Blogger Zeus said...

tra te e Luca più che i rreport di due turisti, mi sembra quello di due alcolizzati.
Per adesso è in vantaggio la Guinness sulla Vodka, ma sembra che tu stia recuperando terrone....

Vai con la pancetta alcoolica!

 
At 12:02 AM, Blogger Jedi82 said...

ho visto il fotoblog e porco diazzzzzzzzzzzzzz che topeeeeeeeeeeeeee..ma le foto della vostra festa doe stanno??? nel sensp ne ha fatte e pubblicate?

 
At 4:17 PM, Blogger Mr. 3ppp said...

Le foto del giorno in cui c'ero anche io sono quelle intitolate
"Blingdom @ Clubtallinn, Mar 2006"
Ma vi consiglio di guardare in generale le serate al "Club Tallinn" di Tartu.

 
At 8:50 PM, Blogger Super Pollo said...

Alcolettici. Tartu sembra il nome rumeno di un dolce...Io Pier e Giulia abbiamo scoperto un negozio alla Storta che vende solo cibo rumeno...la cosa mitica sono i nomi...Pier, tirane fuori qualcuno se te li ricordi...uno mitico era "carne de mici"...

 

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