Roma.
Duegennaioduemilaessette.
E' una giornata ventosa. Di quelle belle invernali, il cielo terso, il sole che filtra la sua luce tra gli alberi in stato confusionale di fronte la finestra di camera mia. Adoro questo tipo di giornate.
Ieri sono tornato a casa verso le sei e sono morto sul letto. Mi sono svegliato a forza, non posso andare a letto così presto.
Mi sono deliziato con la vista de "L'armata delle tenebre" e poi, qualche minuti dopo con "Mistery Men". Troppo belli entrambi. Quando ci riuniamo per vedere un film tutti insieme?
Era da tanto che sentivo il bisogno di stare stravaccato sul divano e vedere la tv. Così come era da tanto (chissà, forse proprio un anno) che mi mancava passare un capodanno così. Mi scuso per la mia assenza nell'organizzazione e nelle pulizie (lo butto così tra le righe, sperando che non mi arrivino eventuali accidenti tirati in precedenza).
Mi sono divertito. Ero sereno e sono stato felice. Felice di realizzare, per l'ennesima volta, che gente come Riccardo, Fabio e Andrea orbita, insieme a me, attorno ad uno stile di vita che, quando vuole, sa come divertirsi in maniera allegra e spensierata.
Mi è dispiaciuto che il nostro gruppo fosse mutilato. Ma ci siamo divertiti lo stesso. Sono sicuro che se ci organizzassimo bene tutti quanti e cominciassimo a fare feste ci potremmo campare per la vita.
Mi piacerebbe leggere i commenti vostri, capire chi era Elisabetta, quanti cazzo erano quelli di Ascoli, chi aveva cucinato quell'ottimo gateau di patate, se avete dato sfogo ai vostri istinti primordiali (ma magari di questo se ne parla di persona!), rivedere qualche foto o filmato.
Una standing ovation a ad Elisa che ha messo coraggiosamente a disposizione casa sua. Una medaglia al valore per il barman crocerossino Fabio e un oscar al Tad per aver animato la pista da ballo e la serata ad un imprecisato numero di ragazzette promettenti...
Per concludere questo post, mando un augurio di buon anno e un abbraccio ai lettori occasionali del blog, a quelli che segretamente ci spiano e, ovviamente, a tutti i membri del nostro gruppo con la speranza che quest'anno sia ancora meglio e che mi penserete ogni tanto nonostante la lontananza.