Storia, part #07
...Mi risveglio in una stanza semibuia, invasa dal fumo dell'incenso che brucia; ho addosso una coperta marroncina, non bella, ma calda. E' la prima cosa che percepisco, ancor prima di capire dove sono: ho un gran freddo. Ma non è la stanza ad essere fredda, è il mio corpo che non mi risponde; respiro a fatica, percepisco una lieve tachicardia che mi sembra mi abbia accompagnato per tutta la vita anche se solo ora la identifico come tale. Sono disteso su un divanetto anni '60, probabilmente in un vecchio camerino del teatro che ha conservato lo stesso identico aspetto che aveva quarant'anni fa.
Nella mia mente maledico tutto il Jack Daniel's che ho tracannato la sera prima, ma il mio pensiero corre immediatamente a Claudia. Dove è finita? Cosa è successo? Mi ricordo una botta forte sulla testa, una caduta...Oddio! Mi tocco la nuca con la mano destra ancora gelida, e al tatto percepisco di avere una grossa fasciatura mezza sanguinante attorno alla testa. Che cazzo sta succedendo? Balzo in piedi per guardarmi intorno e cercare di capire dove mi trovo, ma appena mi avvicino a prendere la posizione eretta le mie gambe cedono e mi ritrovo col muso sul tavolo da trucco (di quelli con lo specchio e tutte le lucette intorno), e inevitabilmente il mio sguardo finisce sullo specchio che ho appena rischiato di rompere con una solenne craniata. I miei occhi sono scuri e profondi come non li ho mai visti prima, il mio viso è sudato e paonazzo. All'improvviso, sullo specchio, accanto al mio volto vedo il riflesso di qualcosa che si muove: non riesco a distinguerne la distanza da me, ma deduco sia la porta che si sta aprendo...

0 Comments:
Post a Comment
<< Home