Pisciando Contro Vento

amici, passioni, ragazze, poco amore, noi.

Tuesday, April 12, 2005

Continauate la storia

lancio qui un semplice gioco: continuate l'input, di volta in volta seguendo l'ultimo post sull'argomento, che ho messo qui sotto secondo ciò che immaginate possa esser successo. Alla fine avremo un bel racconto. Unica avvertenza: non lasciamo storie impossibili da recuperare per chi viene dopo, ma semrpe cose che bene o male si possano portare avanti. Con ciò non vorrei monopolizzare il significato del forum, ma solo dare uno spunto in più per la nostra fantasia.
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E’ una di quelle serate di cui ti accorgi subito che sarebbe stato meglio se fosse stata una delle tante.Perché ti sei lasciato inscatrare?
Perché hai dato il tua assenso a quella proposta così maligna che non aveva altro obiettivo che persuaderti a farti del male?
La tua consueta attenzione verso il rispetto degli impegni ti porta ad essere presente sul luogo dell’appuntamento in perfetto orario.
Proprio perché in verità non te ne frega un granché sei arrivato puntuale, altrimenti saresti stato in anticipo di quella ventina minuti di solito scanditi da continui sguardi allo specchietto e prove di alito poco utili in per la determinazione di un’eventuale maleodorazione.
Ma essere puntuali non basta, comunque ti devi fare quell’attesa inevitabile che contraddistingue gli appuntamenti.
Sei lì per caso, hai accompagnato una tua amica a vedere un’altra sua amica che fa un saggio di danza, quindi oltre a non conoscere nessuno non te ne frega fondamentalmente niente.
Per di più questa tua amica è VeramentE solo un’amica quindi non ci scapperà niente oltre che una chiacchierata di rito.
Dopo un paio di minuti già ti incomincia a pesare l’attesa.
Ti guardi intorno e ti rendi conto che sparuti gruppi di eterogenea età riempiono il silenzio dell’androne adiacente alla sala: la “reception”, se così si può chiamare la biglietteria di un teatro.
Uomini in giacca e cravatta e donne in vestito.
Ti guardi un attimo e maledici quando hai pensato che una bella polo nera e pantaloncini avana fossero fin troppo elefanti per l’occasione, dopotutto fa un caldo cane e l’unica raccomandazione che ti era stata fatta era quella di fare la tua degna presenza di accompagnatore. Non si può certo lasciar sola una ragazza, oltretutto una tua amica, in un teatro da un trecento e passa persone. Hai acconsentito così, come se l’invito ad unirsi fosse stato solo una domanda retorica, più vicina ad un imperativo che ad un’esortazione.
Ciò non vuol dire che adesso non ti roda il culo, sia perché per venire hai saltato una bella partitina di calcetto, sia perché non ti senti a tuo agio in piedi davanti all’entrata vestito come un turista tedesco, di quelli che partono alle sette del mattino pronti a visitare a piedi tutto il centro storico, e che per guadagnare tempo non si fermano neanche a pranzare, ma si portano dietro un paio di fette di pane casereccio e dei quadratini di burro, prese durante la colazione variegata, ipercalorica, svuotamagazzinni, fatta all’alba nei poveri malcapitati hotel a tre stelle. Il problema è che a differenza di quei tedeschi, che anche dopo una decina di chilometri sono bianchi cadaverici, tu sudi come un porco( ma i porchi sudano?), e invece di incrociare il bramato sguardo della tua amica, incontri solamente le espressioni quasi disgustate di molti entranti che ti guardano. E allora ti cominci un poco ad allontanarti, non sei più proprio sull’uscio, ma qualche metro più in la, sul marciapiede, davanti alla locandina che presenta lo spettacolo. Così non tutti penseranno che hai avuto la faccia tosta di venire vestito in quella maniera, molti potranno pensare che sei lì per caso, magari abiti nello stabile accanto; altri vedendoti lì, con la schiena appoggiata al muro senza far niente se non ruotare continuamente il capo, penseranno che stai lì per vendere qualcosa a qualcuno che cerca quella cosa (cosa poi non riesci anocra ad immaginartelo) E forse sarebbe stato meglio così, almeno quel tempo non sarebbe sprecato e non sarebbe invaso da tutti questi timori e insicurezze.

1 Comments:

At 1:05 AM, Blogger Mr. 3ppp said...

oppure se prendono in testa un trepppiedi!

 

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