Pisciando Contro Vento

amici, passioni, ragazze, poco amore, noi.

Thursday, April 21, 2005

Storia parte nove...

L’inizio del racconto del vecchietto sembrava dei più promettenti. Fantasmi, mostri, bacchette magiche, palcolscenici maledetti, stecche calmorose, Merlini, FateMagoo, il mago pelato Er Riporter, si affacciavno nella storia alternandosi ruoli e capacità magiche. Sembrava proprio qualcosa di interessante, fatto sta che il mio cervello vagava su altri pensieri. Quanto avevo perso di liquidi durante la giornata? Caspita, avevo sudato come un bagno turco, e non avevo ancora bevuto. Anzi dovevo perfino pisciare. E adesso? Mentre il vecchio assorto nei suoi racconti continuava a spiegarmi di come il Dottor Frank-n-Furter esistesse davvero e che fu portato sulla Terra durante una missione dello Star Treck (che in realtà sarebbe solo un documentario rubato alla Nasa che per ragioni di ordine pubblico continuò come serial televisivo) , escogitai il piano di fuga. In realtà avrei potuto perfino pisciare nell’angolo, ma avevo paura che la moquette non avrebbe gradito. Dopo un lungo indugiare optai per un’idea che mi parve geniale. Così mi alzai, aprii la porta e uscii senza dire nulla al vecchio. Cazzo certe idee non mi vengono nemmeno da lucido, sono davvero ipergalattico come spesso gli amici mi dicono. Direi anche ipermercato, ma non mi pare il caso di esagerare.
Mi trovo lì nel corridoio dal quale prima le ragazze si apprestavano ad entrare sul palcoscenico. Il problema è che dello spettacolo non c’è traccia, o meglio non si sente nulla. Che sia tutto finito?E Claudia?
Come spiegare questa sparizione misteriosa? Il problema è che non lo so nemmeno io. Si ma "questo" dopotutto è un problema secondario. Prima invento una calla per Claudia, poi cerco di trovare una spiegazione al tutto anche per me stesso.
Che dire….
Che dire….
Che dire….
Dopo aver scartato nell’ordine: una colica improvvisa da fuori tutti (o “extra omnis strontii” che dir si voglia) e un’improvvisa richiesta d’aiuto da parte della mia ragazza per effettiva inesistenza della stessa, decido di optare per il rapimento di due balordi, tali Luca e Riccardo che sballottandomi tra situazioni impossibili creando non pochi problemi alla continuazione della mia storia, mi hanno infine portato lì dove stò proprio in questo momento senza darmi alcuna spiegazione di sorta. Non sarà il massimo delle scuse, ma al momento il mio cervello spremuto come una versione yogurth Actimel non offre di meglio. Dopotutto, poi, se Eva per scoprire che Adamo era uomo mangiò la foglia, Claudia potrà venirmi incontro e capire la mia sincera desolazione per l'accaduto.
Per raccontare la scusa però devo andarla a trovare Claudia!potrei col cellulare, ma penso che questo sia il classico caso di richiesta di perdono da fare in presa diretta. Andrò a Canossa, ho deciso. Non l‘avverto neanche, le farò una sorpresa. Esco dal teatro, ormai è buio.

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