Pisciando Contro Vento

amici, passioni, ragazze, poco amore, noi.

Saturday, April 15, 2006

Avventure anconetane #4

By Mauro

…continua…

Nona avventura:
il distribbutore (con due “b”).
Cerchiamo di attraversare la città di Macerata senza perderci in chiacchiere, ma non siamo sicuri di dove stiamo andando, e così dopo aver attraversato in parte la città, che mi sembra apprezzabilmente bella, decidiamo di accostare per chiedere informazioni. Possiamo scegliere tra tre uomini nerboruti da una parte e una ragazza sola e indifesa dall’altra. La nostra scelta appare evidente: accostiamo malamente al suo fianco, io mi levo il casco come farebbe il più fico dei Lorenzi Lamases ma dimentico di scuotere il capo perché mi manca la chioma fluente, e deve essere stato per questo che lei strabuzza gli occhi con un fare tra lo schifato e il preoccupato, va mezzo passo all’indietro e le leggiamo negli occhi qualcosa che poteva essere simile a:
“oh mamma! E questi due da do’ gazzo spundeno fori??? Mezzo segondo fa giurerei che non g’ereno!”.
Le chiediamo la strada per Osimo, e lei sommariamente disorientata cerca di spiegarci che dobbiamo sempre andare dritti e seguire le indicazioni. Non era difficile ma dobbiamo evidentemente averla presa parecchio alla sprovvista. La ringraziamo, mi rimetto il casco… e casco.
Neanche due metri dopo averla lasciata, cercando di rientrare in carreggiata mi infilo in una specie di rotaia di cemento e il vespone non vuole saperne di uscire, così tra una sterzata e l’altra sbatacchiamo sul marciapiede. Il Joe mi chiede che cazzo io stia facendo, provo a scusarmi e lui capisce che l’unica scusa è la stanchezza, non infierisce e senza perderci d’animo proseguiamo.
Non avendo avuto piena soddisfazione dalla tipa, appena troviamo un intoppo automobilistico mi rivolgo ad un tizio che se ne stava placido prima che io decidessi di chiedergli “scusi!!!..” sboom, con la vespa sul cofano… “ci saprebbe indicare la strada per Osimo?”. Egli è balbuziente, o forse ce lo abbiamo fatto diventare noi col botto improvviso sulla sua auto, e risponde senza darci indicazioni, ma solo una serie di nomi che immaginiamo essere quelli dei paesini che troveremo sulla strada verso Osimo: “Ve-ve-ve-spasiano, Monte Ca-ca-ca-ssano e Mo-mo-mo-monte Fazio”.
La mia memoria mi ingannava, i paesini che avremmo attraversato si chiamavano Villa Potenza, Monte Cassiano e Monte Fazio, ai quali avremmo aggiunto alcuni chilometri dopo anche la spassosissima città di Passatempo… e Padiglione, dove il serbatoio ci suggeriva di fare benzina.
Detto fatto: 10 euro…! 2 euro e 49 restano nel distributore che tira fuori una ricevuta come fosse una linguaccia, perché sa che tanto non tornerò mai a riscuotere i miei 2euri e 49centesimi in una cittadina che si chiama Padiglione, che era in lizza insieme ad Eboli tra le città in cui far fermare Cristo.
La Mondadori, dopo il nostro viaggio, sta seriamente pensando ad una saga letteraria in dieci volumi sulle città di Cristo.
Il primo volume a soli 4euri e 99centesimi sarà “Cristo si è fermato ad Eboli”.
Il secondo a 9,99euri e poi i seguenti a 14,99euri nell’ordine saranno:
2) Cristo si è fermato a Otricoli (e s’è fatto ‘na foto)
3) Cristo si è fermato a Narni (e s’è preso ‘n caffè e l’hanno ficcato nell’armadio co’’r leone)
4) Cristo si è fermato a Spoleto (e j’è venuto ‘r fiatone e ha fatto chiude er teatro pe’ ripicca)
5) Cristo si è fermato a Spina Vecchia (e quanno ha contato le case s’è messo a ride)
6) Cristo si è fermato a Spina Nuova (e nun ce voleva crede)
7) Cristo si è fermato a PonteLaTrave (e s’è portato via la trave pe’ faje ‘no scherzo)
8) Cristo si è fermato a Muccia (e ha magnato da Dio)
9) Cristo si è fermato a Tolentino (e l’ha moltiplicato)
10) Cristo si è fermato a Padiglione (e j’hanno fatto du’euri ar distribbutore…ha rosicato)

Decima avventura:
in ancona.
dopo aver lasciato 2euri e 49 e un pezzo de core ar distribbutore, ci inerpichiamo su Osimo, perché è inerpicata, e poi giù in discesa, mancano solo 15 kilometri alla meta e poco prima di un incrocio che stavamo per attraversare, un tir di quelli a doppio vagone, lungo 30 metri ci precede e si piazza davanti a noi. Volevo morire! 15 kilometri in discesa a 10 all’ora non li avrei potuti reggere.
Io non so se sia stata solo fortuna o un segno del cielo, ma qualcuno ci voleva bene, forse proprio l’autista, che con il suo “space-truck-voyager” andava così forte che Sciumachella sarebbe arrivato almeno terzo, dietro lui e Alonso. Va così forte che lo vediamo sparire all’orizzonte, oramai buio, allontanandosi una curva dopo l’altra. Lo possiamo riprendere e superare solo grazie ad un semaforo rosso, anche se uno così è meglio averlo avanti che avercelo di dietro…trenta metri di camion… non so se mi spiego!
A parte un paio di rischi di svulazzare giù per la collina fuori dai guardrail non abbiamo avuto grandi problemi, e il paesaggio non si può raccontare perché non l’ha visto nessuno data la tarda ora.
Tangenziale per noi, qualche raffica e poi finalmente…
UUUUUOOOOHHHHOOOOO!!!!...
…un urlo di gioia! Ancona ti stiamo dentro!
Siamo “in Ancona”!

Undicesima avventura:
the labyrinth: pesce all’ibogaina.
Ancona è semplice: tante strade parallele, tante strade perpendicolari, tanti sensi unici messi a cazzo. Risultato: a piedi è uno spasso, in vespa è un scasso!
Ripetiamo tre o quattro volte lo stesso tragitto con debolissime variazioni, come avremmo fatto anche il giorno dopo, per cercare di raggiungere casa mia.Passiamo sotto un arco, passiamo sotto il secondo e…tadà… Piazza del Papa. Parcheggio sotto il portone di casa, mi giro e…Giorgio dov’è? Vedo le facce divertite di tre tipi al mio fianco che fissano il pavimento. Abbasso lo sguardo e vedo il Joe spetasciato per terra ancora con il casco in testa, che ha battuto contro la fioriera, e con lo stesso sguardo che avrebbe un pesce persico invasato e fatto di ibogaina fino alle orecchie!
L’equilibrio precario del Joe non si mentisce mai.

Dodicesima avventura:
alcolici, non per scelta.
Stremati fino al midollo decidiamo di mangiare fuori e l’unica cosa che riusciamo ad ottenere sono 5 tranci di pizza moscia e due birre.Le mangiamo cercando di dividercele equamente come avrebbe fatto Topolino con il figlio tuberco-zoppo-lotico della più triste “Favola di Natale”di tutti i tempi. La stanchezza è alle stelle ma decidiamo di andare a bere per chiudere degnamente ubriachi lerci la nostra avventura. Passiamo da un locale all’altro e da una bevanda alcolica all’altra. Dopo un breve interrogatorio con il barista
“cosa volete?”
“due birre”
“piccole o grandi?”
“grandi”
“bionde o rosse?”
“rosse”,
ci ritroviamo con due chiare medie.
Ma che ce l’hai chiesto a fare, se poi fai come cazzo ti pare?
Il locale seguente sarà meglio:
“cosa volete?”
“un amaro e una grappa”
Risultato: una sambuca e una grappa.
Devo essere io che con il labiale ho dei problemi, ma quella sera non sono riuscito a bere nulla di ciò che avevo chiesto. Almeno il Joe la grappa se l’è bevuta.
I discorsi sono degni della situazione alcolica che si è verificata e rasentano i più classici argomenti tipo fica e viaggi nel tempo, poi passiamo a giocare a tetris con i bicchieri e i cerchi disegnati sul tavolino.
Prima di andare via decido di immedesimarmi in una pallina da flipper e sbatto più volte contro tutti i muri che incontro nel tentativo di tornare a casa, mente il Joe si fa assente e circumnavigante, ovvero si guarda intorno con l’occhio spento senza dire niente e gira su se stesso sembrando decisamente fuori luogo, e soprattutto fuori di senno.
Entriamo a casa e continuiamo a bere grappa come fosse acqua.
Oramai non parliamo neanche più!
La nostra storia è finita.
Siamo diventati una coppia abitudinaria.
Lui non mi guarda neppure.
Ci infiliamo nel letto, spengiamo la luce ed iniziamo a toccarci…ma l’indomani faremo finta di nulla, ricordando solo di aver percorso 360km in vespa da Roma ad Ancona in undici ore e mezzo... che è cosa ben più importante e meritava d'essere racconta!
ciao!
Fine_

Un saluto e un abbraccio a tutti.

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