Pisciando Contro Vento

amici, passioni, ragazze, poco amore, noi.

Monday, March 28, 2005

Vaneggiamento n. 2

Stavo ripensando ad una chiachierata telematica che ho avuto con el Hoffy ieri o l'altro ieri su quello che lui ha efficacemente definito come L'URGENZA di scrivere.

Beh, Andrea, credo che con me la cosa non funzioni: non riesco proprio a sedermi e buttare giù tutto quello che ho in mente se non ho la consapevolezza di dove andare a parare. Il flusso di coscienza non fa per me.

Ad un'analisi più approfondita credo che per quanto mi riguardi la definizione che si avvicina più alla realtà è "urgenza di RACCONTARE", e credo che molto semplicemente tutto questo si spieghi attraverso il tuo forte interesse per la FOTOGRAFIA, un mezzo altamente espressivo ma immobile ed ermetica, a mio parere, perchè liberamente interpretabile.

Io invece sono stato tirato su a FUMETTI e CARTONI ANIMATI, quindi la mia visione è legata per forza di cose ("abitudine") ad un percorso NARRRATIVO A -- B, in cui debba succedere qualcosa, e forse proprio per questo rimango il più delle volte indifferente alla sempplice bellezza di UN elemento A, che sia un quadro o una foto o un panorama.

Non è proprio una sfida, ma potresti comunque convincermi che una FOTO o simili è comunque un mezzo narrativo che racconta una storia nel senso convenzionale del termine. Fai tu.

Era tanto per parlare. Tornate in letargo.

4 Comments:

At 1:09 AM, Blogger Mr. 3ppp said...

Mr. 3ppp said...
La macchina fotografica non mi serve per esprimere, ma per esplorare, è un pò come il mio periscopio personale.

Da quale punto di vista la fotografia è "immobile ed emertica"?
Oltre al tempo e allo spazio, sono tre i fattori principali che concorrono all'esistenza di una foto: il soggetto, chi scatta e chi fruisce la foto.
In quale parte si colloca il tuo giudizio?

Il percorso narrativo di cui parli è lo stesso che trovi in un'immagine ben composta: una bella foto è tale quando l'occhio, nella sua scansione velocissima compie un cammino ben stabilito e chiaro.

 
At 11:17 AM, Blogger Mr. 3ppp said...

Magari...
mi farei insegnare tutto da lei.

 
At 10:51 PM, Blogger LuCa P. said...

This comment has been removed by a blog administrator.

 
At 10:52 PM, Blogger LuCa P. said...

In effetti trovo anche io che mote foto, quadri e persino (o forse SOPRATTUTTO) inquadrature cinematografiche anche se statiche sono così ben congeniate ed organizzate che la PERFETTA disposizione degli elementi ti fa guardare esattamente dove l'autore si era prefissato di farti cadere l'occhio (uno su tutti: ORSON WELLES, ragazzi...).

anzi, molti quadri (mi viene in mente CARAVAGGIO) è come se avessero elementi differenti che convergono tutti in determinate direzioni in modo che l'autore pensa: "voglio che lo spettatore guardi prima lì, poi là, e poi qua", e tu fai esattamente quel percorso, senza pensarci.

assolutamente nn mettevo in dubbio questo, solo che personalmente sono ancora troppo attaccato alla concezione classica di NARRAZIONE, dove "c'è qlcuno che fa qlcosa per qualche motivo e ne risulta profondamente cambiato" (teoria sulla trama universale di umberto ECO)

se per te il "succedere qlcosa" è anche questa trasmissione di intenti e finalità dall'autore al lettore-spettatore, allora con me sfondi una porta aperta.

4 paragrafi. tadd leggi QUESTO, se hai il coraggio ;-)

 

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