Pisciando Contro Vento

amici, passioni, ragazze, poco amore, noi.

Sunday, April 03, 2005

Sul Papa....

Dopo aver sentito vaneggiamneti vari sia in radio (da deejay improvvisati pensatori per l'occasione)e nel forum in cui scrivo ho forse capito qual'è im motivo di certe "riflessioni" da ribelli falliti.
Alcuni "non credenti" o "poco credenti" si sentono superiore a chi "crede". Queste persone iniziano qualsiasi discorso premettendo che a loro dire oguno è libero di credere in ciò che vuole, e che per questa ragione non vogliono entrare nel merito del credo religioso. Dopo, però, si lamentano se davanti ad eventi come Questo, la gente reagisca in maniera così smaccata invece che vivere interiormente le proprie emozioni, come se il manifestare un dolore ledesse la loro libertà di "non credenti". E così le critiche a quanti si riuniscono a Piazza SanPietro o a quanti seguono in televisione il calvario del Pontefice. "Non è giusto che la gente faccia così davanti ad un fatto in fin dei conti così naturale...", questo è il loro pensiero. Un pensiero che in realtà tradisce le premesse iniziali. Si vuole definire infatti come e quando uno deve vivere la propria emozione, stabilendo che qualsiasi azione dei credenti, presa in seguito o in nome della sofferenza del momento, li stia svantaggiando. Se le loro premesse fossero sincere, se i loro discorsi fossero coerenti, allora direbbero "Capiamo che molta gente (buona parte della comunità con cui viviamo ogni giono fianco a fianco) sta vivendo un momento particolare. Sappiamo che le emozioni non si vivono solo interiormente, ma che è normale che si manifestino anche a livello esteriore, e in nome di questo rispettiamo in un momentoi così particolare, che: non si giochino le partite, non venga fatto il gp, ci sia un accanimento mediatico sulla vicenda, la genta si riunisca per le strade a pregare, etc etc". se davvero vigesse il rispetto vero il prossimo ogni tanto si potrebbe andare incontro alla gente, mettere da parte il proprio egoismo e pensare: non capisco le loro reazioni, ma mi adeguo. Questa non è morale cristiana, ma è pura e semplice Filosofia cristiana a cui è difficile non aderire, a prescindere dal credo o non credo. Il probelma è che qui ognuno sta sempre alla continua ricerca dell'affermazione dei propri diritti. Ognuno pensa che ci siano altri pronti a levargli qualcosa. Non c'è immedesimazione nel prossimo, non c'è comprensione. E' questo ciò che più mi è dispicaiuto leggendo alcuni commenti nel forum: l'incapacità di taluni a rispettare, seppur non condiviso, il modus vivendi del prossimo in un momento così particolare. Stiamo parlando davvero di bazzecole se ne rendono conto? Nessuno gli sta levando il pane dalla bocca, ma al massimo gli si chiede di ascoltare qualche campana e non accendere il televisore. Per un giorno mi sembra che si può fare questo sforzo.

Ciò non toglie che l'accanimento mediatico sia squallido, ma questa è un'altra questione (per me la tv non deve essere giusta, non è la sua missione).
Scusate lo sfogo, ma è che sto sentendo in giro tante di quelle cazzate che avevo bisogno di rispondere.

Il mio pensiero per il papa:

http://www.sapere.it/tc/img/Storia/Wojtyla/papasci.jpg
eri uno di noi...

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