Storia parte 10
Cammino a fatica lungo un marciapiede ancora bagnato dalla pioggia caduta nel pomeriggio e che dona al paesaggio un'atmosfera da film gangster americano. Dopo qualche metro sono costretto a fermarmi per un forte dolore al piede, causatomi forse da una delle botte prese nelle ultime ore (o chissà come). Nel massaggiarmi il suddetto piede mi rendo conto che non ho le scarpe, sono in giro per la città in calzini, e per di più per terra è tutto bagnato. Non ho la forza di imprecare al cielo né, tantomeno, di tornare indietro al teatro a prenderle. Mi trascino di fronte ad una vetrina di un negozio di elettrodomestici zeppa di televisori al plasma, nella speranza di poter vedere in uno di quei video qualcosa che possa tirarmi fuori da questa situazione surreale; ma niente, la convinzione che ciò possa avvenire solo nei film americani mi è confermato dal fatto che tutti i monitor sono spenti. La rassegnazione e la stanchezza non mi permettono di far altro se non di sedermi accaasciato sul gradino del negozio, appoggiato alla vetrina. Il mio sguardo si sposta automaticamente verso l'alto, e così, dopo chissà quanto, riesco finalmente a scorgere, tra una nuvola e l'altra, uno spicchio di Luna; perfetto, almeno adesso ho la certezza di essere ancora sulla terra...o almeno credo. Questo momento poetico e riflessivo viene interrotto bruscamente dalla sgommata di un'automobile scura che, dopo aver centrato in pieno una grossa pozzanghera con conseguente irrigazione del sottoscritto, si ferma di fronte a me...

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