Tanti anni fa....
Vi ammorbo con qualche altra mia poesia
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Tanti anni fa,
travestito da stella mi avvicinai alla Luna,
e mentre dietro il Sole dormiva
lo sostituii con un cuore.
Pochi all’inizio si accorsero,
rosso era il mattino come rossa era sempre stata l’alba,
eppure il mondo lì fuori stava cambiando.
Ci fu chi rimase in ufficio e mai se ne rese conto,
chi, preoccupato, si chiuse nello scantinato gridando l’apocalisse,
e chi invece, imparò..
C’era poca luce e ancor meno calore
e così per camminare senza inciampare ci si abituò a tenersi la mano l’un l’altro
e per non sentir freddo a donarsi abbracci avvolgenti come pesanti coperte.
Cominciò a mancare l’energia elettrica, si spensero i televisori e leggere libri divenne impossibile,
e così i baci cominciarono a vincere le battaglie dell’audience.
Ogni tanto i temporali li vedevi arrivare da lontano,
altre volte erano improvvisi.
La gente imparò a girare con l’ombrello,
e finì col non dispiacersi troppo quando pioveva.
Già che si teneva la mano,
stringere le teste sotto l’ombrello
e ridere della situazione divenne naturale.
E poi c’erano gli arcobaleni,
arcobaleni bellissimi lunghi come raggi di luce.
Non avevano bisogno che arrivasse la pioggia per apparire,
ogni tanto capitava che ti nascessero proprio lì davanti a te
e allora non potevi che salirci sopra felice
come un bambino su uno scivolo.
La gente sapeva che sarebbe tornata a terra prima o poi,
ma ormai, priva di luce, aveva imparato a riconoscere lo splendore,
e non se lo voleva lasciar sfuggire.
Tanti anni fa,
travestito da stella mi avvicinai alla Luna,
e mentre dietro il Sole dormiva
lo sostituii con un cuore.
Non durò molto,
il sole è difficile da trattenere tanto è caldo e potente,
e riuscì a riprendersi il suo posto.
Ci fu chi rimase in ufficio e mai se ne rese conto,
chi uscì dallo scantinato gridando al miracolo,
e chi invece guardò la mano che teneva,
i fianchi che cingeva e la bocca che baciava
scoprendo che aveva già un cuore ad illuminarlo ogni giorno.

4 Comments:
il tema è bello però: è un testo in prosa, un racconto breve.
oppure, se è una poesia, elimina ciò che non serve, le parti descrittive. oppure scrivila in versi. oppure riscrivila, vedrai che la versione migliore arriva,tranne rarissimi casi, dopo mille revisioni, ripensamenti, aggiustamenti, finchè non esce fuori solo l'indispensabile, la forma compiuta.
questa è la mia opinione sullo scrivere una poesia.
io penso invece che una poesia debba essere quasi così come ti viene. La sua forza è nella spontaneità.
Poi se non è una poesia, ma è altro, poco male. L'importante è che comunichi qualcosa.
grazie,
vai pure, non c'è problema|
leggo ora le risposte ai comments...sottinteso che apprezzo molto il testo...le mie erano curiosità legate al momento creativo...poi ognuno ha la sua via...
ognuno di noi è un po' Eta e un po' Beta...!
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