Considerazioni e sfumature di fine Agosto
Giunti ormai improvvisamente al 26 del mese, sempre più prossimi al ritorno al "solito tran-tran", penso sia il caso non dico di tirare le somme di questa estate (perchè sarebbe troppo "amicimieistyle"), ma di capire almeno quanto stiamo andando su questa terra (come diceva quel guzzantiano Guru d'altri tempi...)
Certo, non è un proposito semplicissimo...anzi! Però potremmo iniziare raccontando di qualche viaggio...storie al confine tra il serio e il faceto...racconti ispirati a esperienze reali oppure inventati di sanapianta e frutto unicamente della più assurda fantasia.
Mentre si consumano gli ultimi spiccioli di vacanza (chi nel mai dimenticato Salento, chi a Sabaudia, chi in Sardegna, chi in Toscana, chi già nuovamente a Roma...) che sta succedendo su questa terra? Un misterioso personaggio si aggira per il mondo; in viaggio tra Stati Uniti, Libano, e Scandinavia, passando per l'Estonia e la Russia, fino a giungere nel centro Italia, in un giorno di sole, nello sperduto paese di Sbucciaferro, vicino alle splendide terme di Monte Cupolo. C'è una piazza (quella principale del paese) deserta; a terra e intorno solo i resti della grande festa che si è svolta il giorno prima in occasione dei festeggiamenti per il ritrovamento del prezioso e da molti agognato "Codice da Gratta&Vinci". Sono forse le sei del mattino e soffia una leggera brezza che fa svolazzare nell'aria i coriandoli e le stelle filanti lanciate per le strade dai bambini nelle ore di festa, e Stan - questo è il nome del nostro pellegrinante personaggio - è seduto su una antica panca di marmo e mastica rapidamente quello che rimane di una succulenta banana un po' matura. Alla sua destra, sulla panca, è poggiata una lattina di birra Stuck, e a terra sono sparpagliati vari strumenti da viaggio (cartine, fazzolettini di carta, pezzi di una tenda canadese ecc.) e una borsa molto capiente.
Improvvisamente nella cabina telefonica dall'altra parte della piazza squilla il telefono; Stan rimane seduto. Dopo tre squilli un grasso gatto soriano passa rapidamente sotto la panca e tra i piedi di Stan, che improvvisamente sembra rinsavire e riprendersi come da una sorta di stato catalettico nel quale era caduto, e si precipita alla cabina nel disperato tentativo di rispondere. Troppo tardi. Il telefono smette di suonare. "Maledetto Chuck!" - sbuffa tra sé e sé - "Ci vorranno ancora delle ore...".
QUANTO STIAMO ANDANDO SU QUESTA TERRA?
a voi la parola, anzi, la tastiera...

0 Comments:
Post a Comment
<< Home